Matt Morgan manda un segnale chiaro alla Virtus e ai suoi tifosi in un’intervista al Corriere di Bologna: l’infortunio al polpaccio destro rimediato il 13 aprile contro Cantù non lo fermerà quando conterà davvero. La guardia americana, ferma ai box da quasi un mese, punta a rientrare già domenica contro Varese per ritrovare ritmo in vista dei playoff.
«Sta migliorando, la cosa importante è fare i passi giusti per guarire completamente e tornare in campo al 100%. Per i playoff sarò prontissimo»
Una stagione fin qui di alto livello per Morgan: 13,5 punti di media in Eurolega con il 36,7% dall’arco, 12,9 punti a partita in Serie A, e la soddisfazione di chiudere nel primo quintetto di EuroCup. Numeri che lo hanno reso uno dei protagonisti della Virtus, con un percorso europeo iniziato nel 2024 tra Konyaspor, Le Mans e i London Lions, con cui aveva già conquistato un campionato in Inghilterra.
Il fattore campo e il ricordo di Venezia
La testa di serie numero uno ottenuta al termine della stagione regolare non è un dettaglio secondario per Morgan. Il ricordo di gara 5 dei quarti dello scorso anno contro Venezia è ancora vivo, e spiega molto delle motivazioni che hanno spinto la squadra a lottare per il primo posto.
«Gara 5 dei quarti di finale dello scorso anno contro Venezia è il motivo per cui abbiamo voluto la testa di serie numero 1. Il fattore campo dà un vantaggio enorme, in casa siamo fortissimi grazie ai nostri tifosi che ci trascinano e ci danno energia nei momenti buoni e in quelli brutti»
Sul ruolo della Virtus nella corsa allo scudetto, Morgan non si nasconde ma nemmeno si esalta:
«Sicuramente siamo una delle favorite ma tutto può succedere. Dobbiamo fare il nostro lavoro senza perdere energie a pensare chi siano i favoriti o gli “underdogs”»
La ricetta per arrivare fino in fondo, secondo lui, è la stessa dell’anno scorso: salute, compattezza, concentrazione partita dopo partita. E un pizzico di fortuna. La Virtus non conquista due scudetti consecutivi da 31 anni, ma Morgan sembra avere le idee chiare su come affrontare la pressione.
Pajola, Belinelli e il futuro tutto da scrivere
Tra i temi toccati nell’intervista c’è anche il rapporto con Pajola, il cui rientro è atteso con entusiasmo dall’americano.
«Pajò è uno dei migliori difensori della lega e mi mette sempre nelle condizioni perfette per mostrare le mie qualità. C’è grande feeling tra noi»
Morgan ha parlato anche di Belinelli, da cui dice di aver imparato molto osservandone il modo di segnare e l’intesa in campo con Pajola. Su Edwards, invece, il messaggio è di fiducia totale: «Il tiro è suo, è il nostro uomo», con la precisazione che i due si conoscono da quasi dieci anni, da una Nike Skills Academy.
Sul cambio in panchina, Morgan minimizza le differenze: stessa identità di gioco, stessa concentrazione, obiettivo invariato. «È cambiata solo la guida», dice, riconoscendo a Dusko il merito di proseguire un processo già solido.
Sul futuro contrattuale, Morgan glissa con eleganza: tutto aperto, priorità assoluta allo scudetto. Ma su Bologna non ha dubbi: «Qualunque cosa accada, qui sarà sempre un’altra casa per me». E sul terzo titolo consecutivo della sua carriera — dopo Londra e Bologna — cita il proverbio italiano con un sorriso: non c’è due senza tre.
