CONCLUSIONI
In definitiva, Matt Ryan arriva a Roma sicuramente come uno dei giocatori più intriganti, ma allo stesso tempo più difficili da inquadrare del nuovo roster della Maxima. Il talento offensivo è evidente e il tiro da tre punti rappresenta un’arma potenzialmente devastante per una squadra che avrà bisogno di aprire il campo e punire gli aiuti difensivi. Molto del suo rendimento dipenderà però dal contesto. Se Roma riuscirà a costruirgli conclusioni sugli scarichi e in uscita dai blocchi, il suo impatto potrà essere importante e, nelle giornate migliori, persino decisivo.
La vera discriminante tra un utilizzo massiccio e un ruolo ai margini, come accaduto a Dubai, emergerà però nelle giornate no, quando il tiro dalla distanza non entrerà e Ryan dovrà trovare un altro modo per rendersi utile alla causa. La sfida di coach Cotelli sarà quindi trovare il giusto equilibrio tra la valorizzazione delle sue qualità e la necessità di mascherarne i difetti. Dopo una prima esperienza europea poco indicativa, Roma può rappresentare per Ryan l’occasione per dimostrare di poter essere qualcosa in più di uno specialista situazionale.
Le premesse per diventare un’arma importante ci sono tutte. Ma, probabilmente più che per altri giocatori del roster, il confine tra un Ryan decisivo e uno difficilmente utilizzabile passerà da una cosa molto semplice: la capacità di continuare a segnare da tre con continuità.





