• Chi siamo
  • Contatti
  • Partners
  • Cookie Policy
  • Quiz
sabato, Settembre 19, 2026
No Result
View All Result
  • Login
  • Register
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
No Result
View All Result
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
No Result
View All Result
Home Interviste

Maurizio Gherardini: “Quei 5 anni con Datome e il futuro di Eurolega”

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
25 Lug 2023
in Interviste
0 0
0
Maurizio Gherardini
Share on FacebookShare on Twitter

 

Hai parlato di infortuni pesanti, però voi siete comunque riusciti a qualificarvi ai Playoffs. C’erano tutti i presupposti per arrivare davanti in classifica. Quanto gli infortuni possono incidere nel risultato della stagione? Ovvio che se non hai i leader tecnici a disposizione puoi arrivare in fondo in EuroLeague con così tanta competizione, ma quanto è importante to weather the storm? Quanto è importante mantenere un bilanciamento tra il cercare scuse negli infortuni e andare avanti lo stesso, quello che è mancato ad esempio a Milano e ad altre?

Una formula esatta non esiste. Per me vale sempre quella con cui cerco di vivere da sempre il risultato nella sua positività o negatività: cercare di mantenere un equilibrio che si deve riflettere su come cerchi di gestire la situazione. Penso sia importante questo tipo di equilibrio davanti a un andamento irregolare, agli infortuni che si ripetono, a qualche fischio che non riesci a digerire. Devi avere questo equilibrio perché rappresenta quello che riesci a trasmettere al gruppo. Gli atleti sentono benissimo i ragionamenti che vengono fatti da chi li gestisce giornalmente sul campo e fuori. Penso che nell’equilibrio stia la chiave per cercare di ridurre i danni di un momento negativo. Stavo raccogliendo una relazione che mi ha preparato il nostro staff medico e di Strength&Conditioning. Solo per dare un’idea, considerando il nostro roster, questa stagione abbiamo perso 657 giorni di lavoro, combinando tutti gli infortuni. Ci si può immaginare, quando si vanno a fare i conti, che 657 giorni significa che i giocatori hanno sommato quasi 2 anni di assenza. Da manager, quando si fanno riflessioni sul budget a prescindere dal risultato e ci si rende conto che non hai avuto la forza lavoro a disposizione per così tanto tempo, ci si accorge del danno economico subito. Bisogna avere equilibrio nell’interpretare la negatività: la stagione è fatta di imprevisti, cose piacevoli e altre meno, bisogna essere bravi a restare bilanciati nelle azioni e nelle reazioni.

Passiamo ai singoli. Uno è Jonathan Motley, che ha giocato una stagione super. Quello che ci ha più colpito è che ci sono stati alcuni momenti in cui anche veterani conclamati e dal grande pedigree si sono affidati a lui, per la sua energia, anche nei momenti cruciali e difficili: per un esordiente a questo livello, all’interno di un roster come quello del Fener, è qualcosa di particolarissimo. L’altro è Carsen Edwards: partito in sordina, alla fine si è rivelato un giocatore chiave, vuoi per le contingenze di infortuni e vuoi per l’adattamento umano al basket europeo. Buon lavoro fatto nella costruzione del roster, è proprio il caso di dire…

Motley penso sia stato non una sorpresa, dato che abbiamo puntato su di lui in maniera decisa in estate: la firma è stata perfino abbastanza veloce, perché Itoudis lo aveva affrontato più volte in VTB, a me era capitato di seguirlo sin dai tempi di Baylor e nell’anno di Kuban, dove aveva giocato pure un paio di amichevoli a Istanbul dove l’avevamo visto da vicino. Col tempo si è rivelato un punto di riferimento chiaro per la squadra, forse il lungo che poteva come energia e qualità cambiare gli equilibri sotto canestro. Secondo me ha grossi margini di miglioramento: credo che sia quel tipo di giocatore che può fare molto bene in Europa, in EuroLeague, per l’NBA penso che sia troppo in between tra 4 e 5 ma ha la qualità per cercare ugualmente da un parte migliorare e dall’altra di rientrare nella Lega. È ancora giovane: un altro anno in EuroLeague dovrebbe completarlo a livello di gioco. Per lui non c’è l’abitudine di leggere molto attentamente gli avversari e quello che succede in campo: l’esperienza in EL, a questo livello, è l’abilità di leggere sempre meglio le situazioni che si creano. A livello diverso, lasciando stare il ruolo, valgono le stesse parole per Carsen. Edwards era a tutti gli effetti un rookie in Europa: in NBA non è mai stato un protagonista vero, ma dopo una grande carriera al college non ha mai visto un tipo di basket paragonabile a quello che si gioca in alta EuroLeague. È stato un processo di ambientamento non facile. Penso che sia un giocatore che in Europa possa fare tantissimo per la forza fisica e l’abilità a riuscire a trovare in ogni occasione il modo di andare al tiro: da fuori, in penetrazione, arresto dal palleggio… Può continuare a migliorare e diventare un giocatore importante al nostro livello.

La rinuncia di Gran Canaria a disputare l’EuroLeague continua a mantenere viva una discussione divisiva: la sostenibilità del progetto è garantita solo a chi può investire tanti soldi, ma vorrei sapere da te un tuo punto di vista sul significato che ha per l’EL come competizione questa rinuncia. Andando oltre al caso specifico, lo statement di GranCa è stato “non possiamo partecipare perché non possiamo permettercelo economicamente”. Magari non se ne parlerà tantissimo, ma è una spia abbastanza importante che penso tutta EuroLeague dovrebbe considerare. Come valuti la situazione?

Credo che il caso di Gran Canaria sia un caso molto particolare. Particolare nel senso geografico, non ha niente a che vedere con la qualità dell’organizzazione. Stiamo parlando di una squadra che regolarmente è stata tra le protagoniste in EuroCup e a livello medio-alto, sempre, in ACB. Non sono d’accordo sul fatto che devi per forza spendere cifre pazze, però si deve sapere che per fare EuroLeague ci vuole comunque un budget minimo di un certo tipo e la tranquillità di poter gestire questi grandi investimenti. Per gestire trasferte molto pesanti, è un fatto da mettere in conto. Gran Canaria è a mio avviso un caso molto particolare nella geografia nel basket di EuroLeague. Credo abbiano fatto una scelta ponderata e intelligente. L’esempio dell’ultima annata in cui hanno rischiato la retrocessione in LEB Oro è la dimostrazione che per fare l’EuroLeague hai bisogno di gran numeri nel budget. Il minimo richiesto è sui €7.000.000, non è impossibile da raggiungere. Ma bisogna avere la tranquillità di un roster di un certo tipo: ora come ora non si vedono squadre con meno di 13-14 giocatori in rosa per gestire EL e lega domestica e tutto il resto della logistica. Dispiace per Gran Canaria, però la verità è che alla fine è un caso molto particolare. Credo che abbiano scelto con la testa. Per EuroLeague dispiace perché Gran Canaria si era meritata sul campo la possibilità di giocare, ma non credo che ci siano altre realtà così condizionate dal punto di vista geografico. Fare EuroLeague non è semplice, bisogna fare investimenti ma si può fare buona EL senza spendere cifre pazze.

Page 2 of 4
Prev1234Next
Tags: Fenerbahce IstanbulGigi DatomeMaurizio Gherardini

Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

Next Post
Alba Berlino: roster, situazione contrattuale e rumors

Bayern Monaco: roster, situazione contrattuale e rumors

Ultimi Articoli

Valencia

Valencia Eurolega 2026-27: squadra, contratti e mercato

19 Set 2026
Bartzokas

Olympiacos batte Fenerbahce 92-90: «Sembrava una partita di playoff»

18 Set 2026
Giuseppe Poeta

Poeta ammette: solo 4 allenamenti completi prima della Virtus

18 Set 2026
Come Danilo Gallinari è Diventato un’Icona del Basket Italiano

Green demolisce Gallinari: “Pigro, e Kawhi non decide gli scambi”

18 Set 2026

Copyright

Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.