Nella splendida cornice del Castello di San Giusto, la Pallacanestro Trieste ha presentato la nuova squadra in vista della stagione 2025/26. Per i biancorossi si tratta di un punto di partenza fresco, con Israel Gonzalez in panchina e un roster cambiato profondamente rispetto alla scorsa annata. Uno dei pilasti fondamentali tra gli uomini a disposizione dello spagnolo rimane Michele Ruzzier, triestino di nascita e cresciuto nelle giovanili del club. Alla sua quarta stagione in biancorosso, il playmaker conosce ormai benissimo l’ambiente ed è diventato un simbolo della squadra. Intervistato da Citysport, Ruzzier ha presentato la nuova stagione, parlando anche delle differenze tra la visione di Gonzalez e quella del precedente allenatore Jamion Christian. Di seguito, alcuni dei passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.
Sulle differenze tra Gonzalez e Christian:
“Entrambi hanno un approccio molto calmo con i giocatori. Non sono tecnici che tendono a urlarti contro se sbagli qualcosa. Quest’anno abbiamo la fortuna di avere un nuovo coach che parla anche in italiano, un valore aggiunto importante.
[…] Indubbiamente, nel senso buono del termine, c’è l’idea di un po’ meno ‘corri e tira’ rispetto al passato. C’è un sistema diverso, fatto di corsa e contropiede con tiro da tre annesso ma con una visione di basket più europeo basato su maggiore tattica e più attenzione nel cercare di pensare sempre quale sia la giusta cosa da fare. Sarà una Trieste con un gioco molto corale, ognuno dovrà mettere le proprie peculiarità al servizio di ciò che coach Gonzalez vorrà da noi.”
Sui nuovi arrivati:
“Tutti stanno dando segnali importanti: penso ad esempio a Toscano-Anderson e a Sissoko, che sono entrati entrambi in punta di piedi all’interno dello spogliatoio e con lo stesso atteggiamento umile, pur essendo due atleti completamente diversi per ruolo e curriculum. E sono piacevolmente sorpreso da Mady, è eccezionale pur essendo giovane e non avendo esperienza europea.”
Ottimi segnali dall’amichevole contro Trento:
“Posso dire che sono sicuramente sorpreso da ciò che abbiamo saputo fare sul lato difensivo: in attacco già ci conosciamo un pochino, avendo provato un paio di soluzioni, ma a difesa del nostro ferro abbiamo fatto bene pur allenandoci da poco tempo assieme. C’è un ‘impianto diverso’ rispetto al passato, l’attenzione è sempre la stessa ma le cose sono cambiate ad esempio nella difesa sul pick&roll, lasciando meno spazio alle soluzioni avversarie nel due contro due.”





