Special guest dell’adidas Eurocamp 2024 a Treviso, insieme al compagno di nazionale Nikola Jovic, Vasilije Micic si è reso disponibile per una chiacchiera in esclusiva coi diversi media accreditati.
Ai microfoni e alle telecamere di Backdoor Podcast, il serbo degli Charlotte Hornets si è concentrato sulla terza EuroLeague vinta da Ergin Ataman in carriera. In seguito la traduzione in italiano del dialogo con Micic, apprezzabile prossimamente in lingua originale sia in formato audio che video.
Siamo di nuovo qui, freschi dell’ennesima vittoria in EuroLeague di Ergin Ataman. Alcuni giocatori del Panathinaikos non hanno saputo spiegare come mai il coach turco riesca a creare sempre la chimica giusta, nessuno sa spiegare come porta tanti gruppi diversi allo stesso punto. Tu sapresti dirci qualcosa in più?
Ho trascorso cinque anni con Ergin e posso solo raccontarlo, ma è sicuramente la sua energia. La sua mentalità è unica rispetto a tutti gli altri allenatori che conosco, almeno in Europa. Coach Ataman si concentra sin dal primo giorno a vincere, e questo è un fattore decisivo per la creazione dell’amalgama. Sa come creare motivazioni per i giocatori, solo così può mantenersi a livelli altissimi senza abbassare la tensione.
Quando arriva alla fine della stagione, la sua squadra è sempre piena di fiducia, un alto livello di autostima. Si è visto benissimo anche in questa Final 4: non pensavo in alcun modo che potesse vincere l’Eurolega quest’anno ma sapevo sicuramente che, una volta unitosi al gruppo del Panathinaikos, i giocatori hanno iniziato a giocare bene. Sapevo che era possibile fare qualunque cosa. Ho avuto questa esperienza per cinque anni, ha una sensibilità clamorosa per queste dinamiche.
Forse è difficile una comparazione tra il tuo Efes e questo Panathinaikos, ma difficilmente un altro allenatore che non sia Ergin Ataman avrebbe fatto coesistere due guardie così dominanti palla in mano come Micic e Shane Larkin. Come siete riusciti a trovarvi, tecnicamente e tatticamente e non solo emotivamente, per comandare il resto del gruppo
Questa è una delle qualità di Ergin: tutti i giocatori che calcano il parquet, con lui lo fanno per molti minuti. Una volta che giochi per più di 30 minuti, puoi sempre trovare il tuo ritmo, i tuoi punti e il modo di contribuire. Specialmente nel reparto guardie, l’esempio di quest’anno è chiarissimo. Nel Panathinaikos ci sono Sloukas, Kendrick (Nunn, ndr), Grant, Vildoza in occasione della finalissima col Real… Sono handler davvero talentosi, playmaker e guardie molto solide, ma tutti condividono 30 minuti a partita. Ciascuno riesce a trovare i suoi punti.
L’ego non è un problema, perché con Ataman tutti sono felici. Questo è ciò che è successo con noi: come si fa a dire che Beaubois e Kruno (Simon, ndr) non avevano lo status per decidere una gara? Vedendo dall’esterno è difficile da spiegare, ma in palestra abbiamo sempre fatto a turno nel comandare le operazioni.





