Il ritorno di Vladimir Micov nel mondo della pallacanestro ha preso una piega che probabilmente nemmeno lui si aspettava. L’ex giocatore serbo, dopo aver chiuso una carriera ricca di trofei nel basket europeo, si era preso una pausa dallo sport. Ma la distanza dal parquet è durata poco.
Prima è arrivata un’esperienza al Metalac Valjevo, poi la chiamata che ha cambiato tutto: il Galatasaray lo ha scelto come nuovo direttore sportivo, riportandolo in un club dove aveva già lasciato il segno da giocatore.
In una lunga intervista rilasciata a Mozzart Sport, Micov ha raccontato come è nata questa nuova avventura.
La chiamata del Galatasaray
Micov ha spiegato di essere rimasto sorpreso quando è arrivata la proposta del club turco:
«Il Galatasaray mi ha chiamato a inizio dicembre. Sono stato sinceramente sorpreso, persino positivamente scioccato. Nel club ci sono ancora alcune persone che c’erano quando giocavo qui dieci anni fa. Non ero l’unico candidato», ha raccontato.
Prima di accettare ha voluto confrontarsi con la famiglia:
«Ho valutato tutto con loro e ho ricevuto il loro supporto. Per ora tutto funziona. Considero questa un’enorme opportunità: il Galatasaray è un grande club con tantissimi tifosi e una grande storia.»
L’esperienza a Valjevo e il lavoro con i giovani
Prima di approdare a Istanbul, Micov aveva iniziato a muovere i primi passi nel ruolo dirigenziale al Metalac Valjevo, lavorando al fianco dell’amico Branislav Ratkovica.
In quell’esperienza aveva contribuito anche a creare una collaborazione con il Partizan, con l’obiettivo di sviluppare giovani prospetti come Šekularac, Danilović e Mileš.
Un percorso utile per capire le dinamiche da dirigente, anche se quando è arrivata la proposta turca il consiglio di tutti è stato chiaro: accettare.
La scelta di Pozzecco
Una delle prime decisioni di Micov da direttore sportivo è stata la scelta del nuovo allenatore.
Dopo l’esonero del precedente coach — arrivato dopo una sconfitta contro il Trabzon — la dirigenza ha affidato la panchina a Gianmarco Pozzecco.
Micov ha spiegato il motivo della scelta:
«Avevo alcuni nomi in mente, naturalmente vengono subito in mente profili da EuroLega. Ma ho pensato che Pozzecco fosse la scelta giusta. Lo conosco e so che energia ha.»
Il rapporto tra i due è molto diretto:
«Parliamo ogni giorno. Mi dice che ora fa alcune cose in modo diverso perché è cresciuto. Questo mi fa molto piacere: significa che anche a 50 anni si può essere pronti ad adattarsi.»
Obiettivo: vincere la Basketball Champions League
Micov vive il ruolo di direttore sportivo in modo molto operativo.
Partecipa agli allenamenti, parla con i giocatori e segue le partite da bordocampo, portando nel lavoro dirigenziale l’esperienza accumulata in una lunga carriera da giocatore.
Sul fronte della Basketball Champions League, l’obiettivo del club è chiaro.
Vincere la competizione.
Micov ha notato alcune differenze rispetto al campionato turco, soprattutto nell’arbitraggio, dove in BCL viene tollerato un maggiore contatto fisico. Nonostante questo, il giudizio sul livello della competizione resta positivo.
NBA Europe e i dubbi sul progetto
Guardando al futuro del basket europeo, Micov ha parlato anche del progetto NBA Europe, che potrebbe coinvolgere diversi club del continente.
«Spero che il Galatasaray ne faccia parte. Siamo in trattative, ma sinceramente ci sono tantissime incognite e quasi nessuna risposta.»
Secondo l’ex giocatore serbo, il progetto è ancora molto poco chiaro:
«Sembra che tutto venga tenuto nascosto e che verrà svelato tutto in un giorno solo. Si parla di nuove città e nuovi club senza cultura cestistica, come l’Inghilterra.»
Micov ha ricordato anche la Final Four di Eurolega disputata a Londra con il CSKA:
«È stato un totale fallimento. Per costruire qualcosa di solido servono anni e bisogna scegliere le squadre giuste.»
L’analisi su Stella Rossa e Partizan
Da tifoso del Partizan, Micov segue con attenzione l’EuroLega e le squadre di Belgrado.
Sulla Stella Rossa il suo giudizio è positivo: secondo lui il club ha ancora buone possibilità di raggiungere play-in o play-off, ricordando che anche il Fenerbahçe ha attraversato momenti difficili prima di tornare competitivo.
Diverso invece il discorso sul Partizan.
Micov ha riconosciuto il lavoro svolto da Željko Obradović e dal presidente Ostoja Mijailović, che hanno riportato il club a livelli altissimi di budget e attrattività.
Ma la partenza dello storico allenatore ha segnato una svolta negativa:
«Non mi ha sorpreso la sua decisione. È il più grande allenatore nella storia dell’EuroLega. Penso volesse tornare a casa, vincere il decimo titolo e poi fermarsi.»
Secondo Micov, la stagione del Partizan è stata compromessa proprio da quella scelta:
«Con la sua partenza la stagione è come se fosse stata buttata via. In estate dovranno riorganizzarsi: questa filosofia non ha funzionato. Troppi stranieri, troppa libertà. Dovranno tornare alle vecchie impostazioni.»
Il budget non garantisce il successo
Infine, Micov ha sottolineato un concetto chiave del basket europeo moderno.
Investire grandi cifre non significa automaticamente vincere.
Secondo l’ex giocatore, esistono club con budget da 40 milioni di euro che comunque non ottengono risultati. Il livello della pallacanestro europea è cresciuto molto, con sempre più giocatori americani di alto livello che scelgono di giocare nel continente.
E in una competizione equilibrata come l’EuroLega, due vittorie o due sconfitte possono cambiare completamente il destino di una stagione.
? Approfondisci il tema
Chi ha letto questo articolo ha trovato utili anche:
