Durante l’ultima puntata di Backdoor Call, Marco De Benedetto ha utilizzato la situazione contrattuale di Mike James per riflettere sulle profonde differenze tra il mercato europeo e quello NBA.
«Quello che mi viene da pensare è un perfetto esempio di quanto sia profondamente diverso il mercato internazionale europeo rispetto agli standard NBA.
Scopriamo a stagione in corso, a tre o quattro mesi dalla fine, che uno dei protagonisti, seppur veterano e non più quello di un paio d’anni fa, come Mike James, diventerà free agent.»
«Questa situazione potrebbe innescare un effetto domino, ma la vera domanda è: ha senso che succeda così?
Dovrebbe essere tutto molto più chiaro e stabilito a priori, con maggiore possibilità di programmare. Altrimenti si va sempre di pancia e di reazione: lui non è più lì, lo prendiamo noi, quanto abbiamo da spendere, come lo sostituisce Monaco.
Si parla di soldi, di riempire caselle, molto meno di programmazione.»
«Non voglio dire che il metodo NBA sia migliore, ma andare avanti a spanne o con uno stretch di una o due stagioni non è il massimo quando devi programmare a livelli come l’Eurolega.
Le differenze sono grandi, e con NBA Europe chissà se si assottiglieranno.»
