Il tempo sa essere galantuomo, e Mirza Alibegovic lo sa bene. Dopo che l’ultimo tiro di Brooks aveva fatto sfumare la vittoria di Milano, domenica si è rifatto con gli interessi, esultando in mezzo alla sua gente proprio dopo una tripla della guardia milanese respinta dal ferro.
Il lunedì, tanto per cambiare, ha vinto il premio di miglior italiano della giornata.
«Tantissima adrenalina», racconta il capitano dell’Apu Udine. «Forse soltanto lunedì mi sono reso conto di ciò che abbiamo fatto. Battere l’Olimpia è qualcosa di incredibile, fino alla scorsa stagione giocavamo in palasport di provincia. Siamo contenti, ma continuiamo a lavorare a testa bassa: sono solo due punti, mica sei.»
Una squadra che non molla mai
Quando gli viene chiesto quando abbia capito che avrebbero vinto, Mirza Alibegovic non indica un momento preciso:
«Non c’è stato un momento preciso, ma ci ho sempre creduto, perché questa squadra non molla mai. Siamo stati bravi a restare in partita e quando loro hanno avvertito la stanchezza per i tanti impegni ravvicinati abbiamo colto al volo l’occasione. Il pubblico è stato decisivo, ci ha dato una spinta notevole.»
«Il popolo bianconero aspettava da un pezzo questa partita, figuriamoci batterli. Domenica sera tutta Udine era al settimo cielo.»
Mirza Alibegovic: prima la salvezza, poi il derby
La priorità adesso è chiara e passa dalle parole di Mirza Alibegovic:
«Siamo a un passo dalla salvezza e dobbiamo giocare una partita per volta. Vinciamone ancora un paio, mettiamoci in salvo e poi si può sognare.»
Il derby resta però nei pensieri:
«È il sogno di ogni stagione. La prima partita di cui si va a vedere la data appena esce il calendario. Ora però testa a Cremona.»
Il legame con Cremona e il passato vincente
Cremona è un avversario speciale per Mirza Alibegovic, che nel 2022 ha conquistato tre trofei:
«Un triplete straordinario, eravamo un squadrone. Forti e affamati. Saluterò tutti volentieri, sono affezionato all’ambiente Vanoli.»
Sull’ipotesi di un trasferimento del titolo a Roma, il capitano preferisce non esporsi:
«So solo ciò che si legge sul giornale, posso immaginare che sia una situazione difficile. Burns ha detto giustamente che pensano solo a fare il loro dovere, sabato non sarà facile.»
Il futuro di Udine e il nuovo palasport
Quella attuale sembra essere la miglior stagione in carriera per Mirza Alibegovic:
«In Serie A sì. Anche a Torino iniziai bene, ma ero giovane e calai alla distanza. Sento di essere nel pieno della maturità.»
Intanto a Udine cresce l’entusiasmo e si guarda al futuro, anche con il progetto di un nuovo impianto:
«Già da avversario si capiva che all’Apu c’era una marcia in più a livello di gestione. Ora siamo in A, ci confrontiamo con le massime realtà nazionali. Il presidente è ambizioso, va in giro, studia. Un nuovo palasport può far crescere il progetto, perché in città c’è fame di basket e il CarnèraCredifriuli è stretto per la massima serie.»
Udine sogna, trascinata dal suo capitano: Mirza Alibegovic.





