La vicenda legata al futuro del Monaco nel campionato francese di pallacanestro è tutt’altro che conclusa. Il Comitato Nazionale Olimpico e Sportivo francese ha emesso un nuovo parere sfavorevole nei confronti del club del Principato, al quale non è ancora consentito partecipare alla massima serie. La notizia è stata confermata all’AFP dall’avvocato della società.
Nonostante l’ennesimo stop, l’ex vicecampione d’Europa non intende alzare bandiera bianca. In un comunicato ufficiale, il Monaco ha chiesto alla Federazione Francese di Pallacanestro, facendo riferimento all’articolo 925, di sottoporre nuovamente la questione al collegio d’appello per un riesame completo del caso.
Un nuovo investitore e una situazione finanziaria diversa
Alla base della richiesta c’è un elemento centrale: l’ingresso di un nuovo investitore, una società alimentare internazionale il cui nome non è stato reso noto, disposta a mettere sul piatto 10 milioni di euro per la prossima stagione. Il club sostiene che il quadro economico sia radicalmente mutato rispetto al 31 luglio, data su cui si fondava la precedente decisione negativa, e che tutta la documentazione presentata lo dimostri in modo inequivocabile.
Secondo il Monaco, i dubbi che avevano portato al diniego iniziale sono stati superati: la società avrebbe trovato il modo di far fronte ai propri impegni verso i creditori e verso l’Eurolega, garantendo al contempo la sostenibilità per la stagione a venire.
«Non chiediamo che le regole vengano cambiate per il Monaco, chiediamo che vengano applicate al Monaco così come sono oggi.»
Con queste parole il club ha voluto sottolineare come la propria richiesta non punti a ottenere un trattamento di favore, ma semplicemente a far valutare la situazione alla luce delle nuove circostanze, ora decisamente più favorevoli.
Un colpo duro, ma la porta resta aperta
Secondo il portale francese BeBasket, il parere negativo comunicato oggi rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto significativa, ma non chiude definitivamente la questione. Il Monaco confida che il ricorso venga accettato e che, nell’ambito di un nuovo procedimento, le condizioni profondamente cambiate possano portare finalmente a una risposta positiva.
