Un ultimo atto che sembra avere un significato più ampio della singola partita. Quest’anno infatti a sfidarsi per la finale dei Mondiali FIBA Under 19 ci saranno i campioni uscenti in Under 18 dell’Europeo e della AmeriCup: Germania contro Stati Uniti. Una finale pronosticata da molti addetti ai lavori, tra due squadre sicuramete attrezzate per mettersi in difficoltà l’una con l’altra.
Ma vediamo prima come sono andate le due semifinali.
SLOVENIA – GERMANIA
Per la prima semifinale abbiamo un rematch del torneo, le due squadre si sono già sfidate nella gara di apertura del girone B. In quella sfida fu la Germania a prevalere per 68-75, ma la gara si decise solamente negli ultimi tre minuti. La Slovenia che sa di potercela fare, la Germania che sa di non potersi permettere cali di attenzione. Partono meglio i tedeschi, ma la Slovenia si riporta subito sotto negli ultimi minuti del primo quarto, terminato con il punteggio di 17-19. La gara prosegue punto a punto fino al 22 pari, quando Anderson e compagni piazzano un break di 12-0 che li porterà a chiudere il primo tempo avanti per 31-45. Al rientro dagli spogliatoi comincia la rincorsa della Slovenia, che riesce a ridurre il gap e a riportarsi a due possessi di distanza all’inizio dell’ultimo quarto.
Nel momento più difficile però, la Germania riesce a riportarsi sul +14 con due triple consecutive di Reibe. Nel finale l’ultimo assalto è guidato da uno stoico Mark Padjen (alla sirena finale), ma anche in questo caso la rimonta viene respinta colpo su colpo dai 9 punti in fila di Jack Kayil. Partita che si conclude con il punteggio di 72-84 in favore dei tedeschi, trainati da un Anderson sempre più in versione MVP.
La combo guard di Texas Tech chiude il match con 27 punti, 6 assist e 5 rimbalzi, tirando 8/14 dal campo e 9/10 ai liberi. Un giocatore che sembra sempre in controllo, nonostante i continui aggiustamenti difensivi che le squadre avversarie gli riservano. Penetrazioni al ferro, jumper dalla media, stepback da tre punti: ha talmente tante armi nel suo bagaglio che le difese non sanno più cosa concedergli. Un creator capace di prendersi la responsabilità quando la palla scotta, ma anche di generare vantaggi per la batteria di tiratori e lunghi che ha al suo fianco. Ma soprattutto, un ragazzo che si trova incredibilmente bene con i suoi compagni e che stasera non vede l’ora di provare a salire sul tetto del mondo. Insieme a quella che, come ci ha detto in un’intervista, è ormai la sua seconda famiglia.
NUOVA ZELANDA – STATI UNITI
L’ultimo ostacolo nel cammino verso la finale degli Stati Uniti è la Nuova Zelanda, squadra rivelazione del torneo che vuole tentare lo sgambetto agli alieni di Team USA. Una gara che, stando larghi, dura un quarto e mezzo. Dopo inizia un vero e proprio showcase degli Stati Uniti, con la Nuova Zelanda che non può nulla davanti allo strapotere fisico degli americani. Il divario è ampio sin da subito (14-32 il primo quarto, 26-55 all’intervallo), permettendo a coach Tommy Loyd di gestire serenamente i minutaggi in vista della finale. 12 giocatori tutti con almeno 6 punti, la metà di loro in doppia cifra con Caleb Holt miglior marcatore a quota 20 punti. Nuova Zelanda che ha ancora la chance di scrivere la storia, con un terzo posto che sarebbe il miglior risultato di una squadra dell’Oceania in una competizione FIBA di qualsiasi categoria.





