Paulius Motiejunas, CEO di Eurolega, ha affrontato in un’intervista esclusiva con The Athletic i principali temi caldi del basket europeo: la possibile collaborazione con la NBA, l’espansione a 20 squadre, il rapporto con il Medio Oriente e la sfida rappresentata dalla NCAA per lo sviluppo dei giovani talenti.
NBA sì, ma senza una nuova lega
Motiejunas ha confermato l’esistenza di dialoghi con la NBA, in un incontro a Ginevra in cui era presente anche FIBA:
“È stato il primo vero tavolo comune dopo anni. Abbiamo ribadito che non crediamo serva una nuova lega: l’Eurolega sta crescendo, è in salute. Ma siamo aperti a collaborare, e la NBA può aiutarci con sponsor, diritti TV e visibilità”.
Motiejunas è chiaro: “Non temiamo l’NBA, ma un’eventuale nuova lega rischierebbe solo di creare confusione tra sponsor e tifosi. In Europa esistono già Eurolega, EuroCup e Basketball Champions League. Meglio unire le forze e far crescere insieme il prodotto basket”.
Espansione a 20 squadre e stabilità
La stagione 2025 vedrà 20 squadre ai nastri di partenza. Un cambio epocale che non modifica il calendario, ma punta a valorizzare club pronti a competere.
“Abbiamo dato wild card pluriennali per garantire stabilità. L’interesse c’è, dentro e fuori dal campo. Le Final Four ad Abu Dhabi sono state un successo, e Dubai sarà parte integrante della lega per cinque anni. È un passo graduale ma strategico verso nuovi mercati”.
Basket europeo vs NCAA
Altro nodo è l’esodo di giovani europei verso il college basketball americano.
“Speriamo sia un problema passeggero. Il nostro obiettivo è che i giovani giochino in Eurolega, nella prima squadra. Oggi vanno in NCAA con l’idea di arrivare in NBA, ma la maggior parte non ci riesce. E allora, torneranno indietro. Noi dobbiamo essere pronti ad accoglierli”.
Obiettivo: sport di prima fascia in Europa
Motiejunas conclude con una visione chiara:
“Dobbiamo diventare uno sport di livello uno in Europa, al pari di Formula 1, tennis e calcio. I numeri di chi gioca a basket sono enormi. La base c’è, serve solo crescere e monetizzare meglio. E per questo, la collaborazione con NBA è un’opportunità, non una minaccia”.
