Inizia nel peggiore dei modi la settimana della Nazionale Italiana. I ragazzi di Meo Sacchetti, in trasferta a Hafnarfjordur, subiscono una pesante sconfitta contro l’Islanda. Pesante non tanto nel risultato finale, ma perché dagli azzurri ci si aspettava una prestazione ben diversa. Sicuramente Domenica a Bologna servirà un’altra squadra, per non rischiare di presentarsi alle prossime gare di qualificazione con un record negativo di 1-3. Le premesse per fare bene c’erano tutte in questa partita. Nonostante le solite mancanze soprattutto nel reparto lunghi, l’Italia poteva vantare tra le proprie fila la presenza di Della Valle (uno dei favoriti ad MVP del campionato) e il ritorno di Tonut dal Covid. Giocatori che possono essere un fattore importante. Al contempo l‘Islanda è una squadra che fa giocare male gli avversari e che, se sottovalutata, può fargli molto male nella metà campo offensiva.
La prova maggiore ne è stata proprio la partita. Nel primo quarto gli azzurri sembrano ingranare bene portandosi subito in vantaggio, ma gli uomini di Pedersen rispondo colpo su colpo e prendono le misure agli ospiti. Le scelte difensive dell’Italia vengono punite costantemente dagli avversari, che chiudono anche le maglie in difesa e costringono la nostra Nazionale a percentuali pessime dal campo. In particolare sono proprio i lunghi, Tessitori e Biligha, a non riuscire a trovare una risposta alle offensive islandesi. Il pericolo numero uno è il centro Tryggvi Hlinason, che sotto i tabelloni fa quello che vuole. Al contempo anche gli esterni fanno sentire la propria presenza, soprattutto con il solito Hermansson e con un Gudmunsson in gran spolvero. Così all’intervallo l’Italia è già sotto di 11 con il 23% (11/41) dal campo.
Al rientro dagli spogliatoi la squadra di Sacchetti sembra avere tutte le intenzioni di cambiare le sorti della partita. A dare la svolta in particolare sono le triple di Vitali, che permettono agli azzurri di rientrare in gara, ma anche Mannion e Tonut si risvegliano e mostrano tutto ciò di cui sono capaci. Fondamentale è anche Paul Biligha, che prende sempre più confidenza col campo e con le sue giocate difensive permette all’Italia di rientrare in gara. Le giocate di Tonut, che ferisce la difesa islandese con la sua velocità e le sue capacità nell’arresto e tiro, mandano gli azzurri all’overtime. Nel primo tempo supplementare comunque l’Islanda non si fa sfuggire la gara dalle mani, e con il solito Hlinason riesce a portarsi anche sul 94-91. Una tripla di Tonut regala un altro supplementare agli azzurri, che però non riescono a chiudere la pratica. I canestri di Hermansson e di Fridriksson sono decisivi, e l’Islanda chiude la gara sul 107-105.
Una prova decisamente amara per l’Italia. Gli azzurri sono rientrati in gara grazie ai flash dei propri talenti, ma concretamente non hanno mai dimostrato la propria superiorità. Il piano partita dell’Islanda ha funzionato alla perfezione, vertendo molto sulla superiorità fisica di Hlinason. Il centro ha infatti chiuso con 34 punti, 21 rimbalzi, 5 stoppate e un 14/16 dal campo. Una dimostrazione di superiorità assoluta rispetto ai lunghi italiani. A Bologna Sacchetti dovrà giocare un altro tipo di partita, soprattutto in difesa. Il pick n’roll dell’Islanda ieri sera è stato fatale, e ogni volta le scelte azzurre sono state punite con un canestro di Hlinason. Stringere le maglie su di lui, o provare a dargli ulteriore sfogo chiudendo completamente le altre soluzioni. Sarà questa la scelta che il coach italiano dovrà fare. In attacco allo stesso tempo si richiede molto di più soprattutto a Della Valle. L’esterno della Germani ha chiuso la gara di ieri con un 1/10 dal campo, davvero troppo poco per un attaccante dalle sue potenzialità. Segnali molto positivi invece da Tonut, subito decisivo al rientro dal Covid (non così scontato). Così come a tratti si sono riviste tutte le qualità di Nico Mannion, le cui prodezze mancano da mesi.
Per vincere Domenica servirà unire tutti questi punti. Un compito sicuramente alla portata di questa Nazionale, che su suolo amico dovrà dimostrare di valere molto di più della squadra che abbiamo visto ieri.
