Il mercato NBA è ancora in fermento, con diversi nomi importanti – da LeBron James a Draymond Green, passando per James Harden, Jalen Duren e Peyton Watson – che devono ancora prendere una decisione sul proprio futuro. Nel frattempo, sul mercato restano disponibili giocatori interessanti a cifre contenute, potenziali occasioni per le franchigie alla ricerca di rinforzi senza appesantire il salary cap.
Bleacher Report ha stilato una classifica dei sette migliori free agent a basso costo ancora senza contratto, intendendo con “basso costo” giocatori che potrebbero realisticamente firmare per meno dei 6,1 milioni di dollari previsti dalla mini mid-level exception, e che siano in grado di garantire almeno 15 minuti a partita in rotazione.
I primi nomi: Clarkson, Brown Jr. e Brandon Williams
Al settimo posto figura Jordan Clarkson, reduce dalla conquista del titolo con i New York Knicks. Conosciuto a lungo come un realizzatore frettoloso e poco efficiente, il quasi 35enne si è reinventato a New York, aggiungendo al proprio gioco un impegno difensivo superiore e una presenza notevole a rimbalzo offensivo. Dopo l’All-Star Game, Clarkson ha catturato il 7,1% dei rimbalzi offensivi dei Knicks quando era in campo, una percentuale superata solo da Gary Payton II tra i giocatori sotto i due metri con minutaggio comparabile. Anche la selezione dei tiri è migliorata: circa il 24% dei suoi tentativi proveniva da vicino al ferro, la quota più alta dal 2019-20.
Al sesto posto c’è Bruce Brown Jr., che non è più il difensore brillante e candidato al Sesto Uomo dell’Anno di qualche stagione fa, ma resta un giocatore versatile capace di colmare diverse lacune. La sua percentuale del 38,5% da tre punti nella scorsa stagione appare anomala rispetto alla media in carriera del 34,4%, ma dimostra cosa può accadere quando si affida prevalentemente a tiri aperti. Brown Jr. sa far girare la palla, arrivare al canestro sia in palleggio che in movimento, e può ricoprire più ruoli uscendo dalla panchina.
Quinta posizione per Brandon Williams, guardia di 188 cm che con i Dallas Mavericks ha messo in mostra una notevole capacità di penetrazione. Quasi la metà dei suoi tentativi di tiro è arrivata vicino al ferro, con una frequenza di attacco al canestro a metà campo che lo collocava all’86° percentile. Ha chiuso con il 51,8% al tiro in penetrazione, subendo falli nell’11,1% dei casi: gli unici altri giocatori con numeri simili su più di 10 penetrazioni a partita sono stati Giannis Antetokounmpo, Luka Dončić, Anthony Edwards, Austin Reaves, Zion Williamson, Julius Randle e Jimmy Butler. I limiti restano evidenti in difesa, dove la stazza ridotta lo penalizza, e nel tiro dall’arco.
I quattro nomi più interessanti: Ziaire Williams, Payton II, Trent Jr. e Thybulle
Al quarto posto si colloca Ziaire Williams, che nei suoi due anni ai Brooklyn Nets si è affermato come difensore di alto livello, occupandosi regolarmente degli incarichi più complicati. Dal 2024-25, gli unici non-centri a eguagliare o superare le sue medie di 2,4 palle rubate e 1,9 stoppate in minutaggio comparabile sono stati Keon Ellis, Tari Eason e Ausar Thompson. In attacco ha fatto progressi, portando la percentuale da tre al 34,2% su sette tentativi ogni 36 minuti, e si è classificato ottavo nella lega per percentuale di falli subiti in penetrazione (17,3%), un dato in linea con Jaylen Brown e Austin Reaves.
Gary Payton II occupa la terza posizione, con il caveat della disponibilità fisica: la scorsa stagione è stata appena la seconda in carriera in cui ha superato i 1.000 minuti totali. Quando è in campo, però, il suo contributo difensivo è straordinario. Alto 1,91 m, riesce a marcare efficacemente playmaker, guardie e ali, ed è tra i migliori della lega nel disturbare gli avversari lontano dalla palla. Dal 2022-23 non è mai sceso sotto il 79° percentile nel suo ruolo per palle rubate, stoppate e rimbalzi.
Secondo posto per Gary Trent Jr., nonostante una stagione 2025-26 al di sotto delle aspettative. Il 27enne non è solo un tiratore puro: può essere impiegato come ala più spesso di giocatori come Anfernee Simons o Benedict Mathurin. Prima dell’ultima annata deludente, Trent si era distinto sia come cecchino dall’arco sia come elemento capace di disturbare le linee di passaggio avversarie. Negli ultimi cinque anni si è classificato almeno nel 70° percentile sia nella difesa sulle linee di passaggio sia nel tiro da tre in catch-and-shoot per quattro stagioni con più di 1.500 minuti giocati: un traguardo raggiunto solo da OG Anunoby, Mike Conley, Nikola Jokić, Donovan Mitchell, Donte DiVincenzo e Fred VanVleet.
In cima alla classifica c’è Matisse Thybulle, il cui stipendio nella scorsa stagione (11,6 milioni) non riflette il valore di mercato attuale. Le preoccupazioni sulla sua disponibilità appaiono esagerate: nelle cinque stagioni precedenti alle ultime due aveva sempre superato le 65 presenze, e ha chiuso il 2025-26 con 31 partite giocate nelle ultime 32 dei Portland Trail Blazers. I limiti offensivi restano evidenti – tirare da tre anche completamente smarcato resta una sfida, come dimostrato dall’1 su 11 nei playoff contro San Antonio – ma la sua capacità di dominare il gioco difensivo è fuori discussione. Il suo tasso di 3,8 palle rubate per partita dall’ingresso in NBA è il più alto tra tutti i giocatori con almeno 2.000 minuti complessivi in queste sette stagioni.
