HomeNBANBA: coach Pop e Lebron, le due pietre miliari del basket moderno

NBA: coach Pop e Lebron, le due pietre miliari del basket moderno

Un’altra nottata storica si è appena avvicendata oltreoceano. I due punti cardinali sono San Antonio e Los Angeles. I due protagonisti sono anziani nel cammino, che ancora oggi continuano a essere al centro di una lega che non dovrebbe più appartenergli. Due nomi: Gregg Popovich e Lebron James. Uno stakanovista della panchina il primo, un re del parquet il secondo. Il record vero e proprio è stato scritto in realtà da coach Pop, ma “The chosen one” stanotte non è stato da meno. Quale occasione migliore per celebrarli?

San Antonio Spurs-Utah Jazz, un secondo dal termine. Dejounte Murray segna il libero decisivo, portando i suoi in vantaggio sul 102-104. Donovan Mitchell prova un lancio lungo dalla rimessa, i Jazz non riescono a controllare la palla. Suona la sirena, il palazzetto esplode di gioia: Gregg Popovich è ufficialmente diventato l’allenatore più vincente nella storia dell’NBA.Vittoria numero 1336, superato Don Nelson a quota 1335. Il tutto giocando molte partite in meno, 2030 per il coach Spurs e 2398 per lo storico allenatore dei Bucks. Un riconoscimento incredibile per una carriera straordinaria. Coach Pop ha creato la tanta famosa “Spurs culture”, frutto di un lavoro durato anni e costato molti sforzi. Un percorso che però ha portato anche a tante vittorie, in regular season e ai playoff. Ben cinque sono i titoli vinti dal nativo di Chicago, tutti con San Antonio: 1999, 2003,2005,2007,2014.

Ventisei sono invece gli anni passati su quella panchina, che lo hanno reso una vera e propria istituzione. Lo dicono i fatti, Popovich è uno degli allenatori più vincenti della storia del gioco: playoff mancati solo nel primo anno di carriera e negli ultimi due, la soglia delle 40 vittorie in regular season non raggiunta soltanto in 4 occasioni. I dati sono inconfutabili, e ora coach Pop ha anche ottenuto il giusto riconoscimento alla propria carriera. Rendiamo tutti omaggio all’allenatore più vincente della storia.

Rimaniamo ora nella Western Conference, ma spostandoci dal Texas alla California. Se San Antonio stanotte si è vestita a festa per il proprio idolo, Los Angeles si è regalata un’altra notte hollywoodiana. Lebron James, dopo aver segnato 56 punti poco meno di una settimana fa contro Golden State, l’ha fatto di nuovo. 35′ in campo, 50 punti segnati. 18/25 al tiro, 6/9 da oltre l’arco. Un’altra prestazione for the ages, soprattutto perché firmata da un 37enne alla sua diciannovesima stagione in NBA. Il nativo di Akron è infatti diventato il giocatore più anziano di sempre a far registrare due partite da 50 punti in una stagione. Un’impresa che gli era riuscita soltanto un’altra volta in carriera: nella stagione 2008/2009.

Se singolarmente James sta vivendo una stagione ai limiti dell’umano, altrettanto non si può dire dei Lakers. La squadra di Vogel è in caduta libera e rischia di rimanere fuori dai playoff. Colpa di una costruzione del roster quantomeno sbagliata, e di una chimica mai trovata. Il fatto che, nelle ultime otto gare, le uniche due vittorie siano arrivate grazie alle prestazioni monstre del numero 23 fa riflettere. Un peccato, perché Lebron sta giocando una regular season da assoluto protagonista e con un record migliore sarebbe addirittura potuto entrare nel dibattito MVP. Il re, nonostante tutto, è ancora padrone della lega e stanotte lo ha confermato una volta di più.

Gregg Popovich e Lebron James. Le due pietre angolari dell’NBA, ma che ancora il parquet non vogliono abbandonarlo. Per continuare a vincere, per continuare a firmare record. Per continuare a scrivere la storia.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.