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Nba Draft 2026: top 5 senza sorprese, o almeno fino ad ora

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Come di consueto, è andata di scena la serata in cui tutti i sogni si avverano. L’NBA Draft 2026, tenutosi al Barclays Center di Brooklyn, ha decretato per quale squadra i migliori 60 prospetti giocheranno nella prossima stagione NBA. Sulla carta non ci sono state sorprese, con una top 5 che tutti avevano pronosticato. Dybantsa prima scelta assoluta a Washington, seguito da Peterson, Boozer, Wilson e Weagler. Una classe draft profondissima, con un primo turno che lascia l’amaro in bocca a poche squadre e con sorprese fuori dalla top 10 e dalla lottery in generale. Alcuni avrebbero tuttavia cambiato l’ordine di qualche scelta all’interno della top 5, ma andiamo ad analizzare il “fit” dei giocatori nelle rispettive squadre, con qualche menzione d’onore fuori dalle prime 5 scelte assolute.

A.J. DYBANTSA E PETERSON: DRAFT CHE NON RISERVA SORPRESE NELLE PRIME 2 SCELTE

Come previsto, A.J. Dybantsa di BYU è stato selezionato dagli Washington Wizards, mentre Darryn Peterson, per alcuni il talento più cristallino di questa classe, va a Utah alla 2. Un dibattito durato per mesi, con alcuni che addirittura vociferavano una trade tra le due squadre per “accontentare” i due giocatori. Per l’appunto, Dybantsa ha vissuto la quasi totalità della sua carriera cestistica nello Utah, partendo dalla Prep School fino a BYU, con rumors che confermavano un contratto tra i Jazz e Dybantsa per l’approdo in NBA a Salt Lake City vista la scelta del college. Tutto ciò non è accaduto, Washington ha consegnato le chiavi della franchigia alla giovane ala nativa di Boston, creando un quintetto molto solido per il futuro. Con l’estensione contrattuale di 4 anni/212$ milioni di Trae Young poco prima del Draft, la scelta era ormai diventata chiara, i Wizards hanno considerato Dybantsa più adatto alle proprie necessità. Il profilo della prima scelta assoluta è uno tra i più pronti per approdare nella lega, con un fisico da ben 206 cm e 98 kg. Rapido, saltatore e capace anche di tirare da fuori ma con larghissimo margine di miglioramento, è uno dei prospetti migliori degli ultimi anni. Rimane la domanda: come potrà contribuire al gioco di Washington non avendo sempre la palla in mano? Trae Young non è un playmaker puro, cerca molto spesso l’occasione personale e il tiro da fuori, ma l’intesa con Dybantsa sembra già essere sbocciata.

A Salt Lake City arriva Darryn Peterson, quello che molti scout affermano essere il miglior talento di questa classe Draft. Il paragone con Kobe Bryant ha sorpreso il pubblico generale, ma con l’ex Kansas si parla del miglior “pure scorer” del Draft. I dati non mettono in discussione il suo talento, con 20.2 punti di media tirando con un efficiente 40% dal campo. I Jazz aggiungono un’altra guardia ad un roster che promette ottimi risultati per il futuro, con Ace Bailey e Keyonte George ad accompagnare l’ex Jay-Hawk, mentre resta l’incognita Walker Kessler in Free Agency. Peterson porta a Utah una certezza nella statistica punti e una mentalità da riscatto, la seconda scelta al Draft ha infatti dichiarato di avere un peso sulle spalle, dimostrando di valere quella prima scelta che non è arrivata. L’unico dubbio che rimane su Peterson è la sua costanza nel giocare, viste le 24 partite non giocate al college. Per tutta la loro giovane carriera, Dybantsa e Peterson si sono dati lotta sul campo, sarà interessante vedere chi dei due avrà la meglio nella loro prima stagione tra i professionisti.

BOOZER E WILSON: UNO DEI DUE POTREBBE ESSERE IL MIGLIOR GIOCATORE DEL DRAFT

A Memphis va uno dei giocatori più pronti fisicamente, Cameron Boozer viene scelto alla 3 con la speranza di dare profondità e importanza ad una franchigia che è rimasta nel limbo dell’NBA per fin troppo tempo. Sappiamo tutti di cosa il figlio d’arte sia capace, un’ala grande fisicamente imponente e abile nel creare gioco per i compagni, per lui nella stagione con i Blue Devils le statistiche recitano 22.5 punti, 10.2 rimbalzi e 4.1 assist a partita. Tuttavia, in molti avrebbero scelto Caleb Wilson al suo posto, che va invece a Chicago per dare una svolta ai Bulls. Uno dei giocatori atleticamente migliori della sua classe, l’ex Tar-Heel si è dimostrato il talento grezzo migliore del Draft seppur con l’assenza del tiro da fuori. Se Wilson dovesse sviluppare un ottimo tiro, potremmo potenzialmente valutarlo come il miglior giocatore scelto quest’anno, con uno dei “tetti” più alti per le sue capacità. Vengono consegnate a Wilson le chiavi dei Bulls, che con la recente acquisizione di Nic Claxton da Brooklyn possono ambire a fare grandi cose nella Eastern Conference.

La prima sorpresa arriva alla 5, con i Clippers che selezionano Keaton Wagler da Illinois. Se andiamo a vedere le statistiche della sua carriera collegiale non possiamo considerarlo come sorpresa, ma la sua storia ci fa capire perché. Al liceo, Wagler, era posizionato come 261esimo nella sua classe draft, senza contatti con brand o sponsor importanti, e con altri suoi compagni che in delle occasioni gli hanno rubato la scena. Illinois sceglie di credere in lui, e la fiducia non viene delusa. Nella sua ultima annata a Illinois mette in scena delle prestazioni mostruose, come i 46 punti con 9 triple contro Purdue e 28 punti contro Nebraska. Un nome che lentamente è entrato nel giro degli addetti ai lavori, e che ora viene scelto alla 5 dai Clippers. Una guardia versatile da 198 cm, che va a guadagnare in centimetri rispetto al compagno di squadra Darius Garland. Sarà interessante vedere la sua transizione dal college all’NBA, con la speranza di non vederlo sbiadire col tempo.

LE SCELTE MIGLIORI FUORI DALLA TOP 5

Come di consueto, Oklahoma City non poteva starsene al suo posto. Anche quest’anno Sam Presti si conferma come il mago delle negoziazioni, con un pizzico di fortuna nel vedere Aday Mara scivolare fino alla 12esima scelta, uno dei centri migliori di questo draft, se non il migliore. Altra intuizione è Bennet Stirtz alla numero 16, che viene scelto da Memphis per poi essere scambiato ad Oklahoma. Una guardia che si inserisce perfettamente nello stile di gioco di Oklahoma, abile nel tirare e nel dare ciò che più manca alla franchigia guidata da Shai Gilgeous-Alexander. Da segnalare anche Yaxel Lendeborg a Golden State e Acuff Jr che non viene scelto dai Nets ma dai Kings alla 7, che hanno ora una base più che solida per costruire il loro futuro.

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