HomeNBANBA, emergenza a Dallas: Mavericks a un passo dal forfait storico

NBA, emergenza a Dallas: Mavericks a un passo dal forfait storico

I Dallas Mavericks sono in piena emergenza infortuni e rischiano il forfait contro i Brooklyn Nets. Roster decimato, limiti salariali e possibili soluzioni: tutti i dettagli su una crisi senza precedenti.

I Dallas Mavericks si trovano in una situazione tanto insolita quanto surreale, rischiando addirittura di dichiarare forfait se il loro numero di giocatori attivi dovesse scendere sotto il minimo di otto, come richiesto dal regolamento NBA.

Secondo Bobby Marks di ESPN e Paul Kasabian di Bleacher Report, la data da tenere d’occhio è quella di lunedì 24 marzo contro i Brooklyn Nets (già martedì per l’Italia), quando Dallas potrebbe trovarsi nella spiacevole posizione di diventare la prima squadra della storia impossibilitata a scendere in campo per mancanza di giocatori.

Emergenza infortuni:

Chiamatelo Karma, chiamatela punizione degli Dei del Basket, chiamatela semplicemente sfortuna, ma una serie d’infortuni a rotazione come quella occorsa ai Mavs dall’8 febbraio ad oggi non ha precedenti. Per fare un veloce recap con l’aggiornamento della frattura alla mano di Dante Exum, l’Injured List di Dallas è la seguente:

 

  • Kyrie Irving (rottura del legamento crociato anteriore) – out for season
  • Olivier Maxence-Prosper (infortunio al polso destro) – out for season
  • Dante Exum (frattura alla mano sinistra) – out for season
  • Anthony Davis (lesione all’adduttore sinistro) – in dubbio
  • Dereck Lively II (frattura da stress alla caviglia destra) – in dubbio
  • Daniel Gafford (distorsione al ginocchio destro) – in dubbio
  • Jaden Hardy (distorsione alla caviglia destra) – in dubbio
  • Kai Jones (problema al quadricipite) – in dubbio
  • P.J. Washington (distorsione alla caviglia destra) – in dubbio

Tra questi, solo PJ Washington e Kai Jones sembrano avere possibilità di rientrare a breve, mentre per gli altri non c’è ancora una tempistica chiara.

 

I giocatori disponibili e il limite dei two-way contracts

Al momento, i Mavericks possono contare solo su otto giocatori attivi:

  • Brandon Williams
  • Dwight Powell
  • Klay Thompson
  • Naji Marshall
  • Caleb Martin
  • Max Christie
  • Spencer Dinwiddie
  • Kessler Edwards

Oltre ai (mai come in questo caso) dovuti scongiuri che non salgano ancora gli infortuni, si deve fare i conti rispettivamente con Brandon Williams e Kessler Edwards che hanno un contratto two-way, che limita cioè il loro utilizzo ad un massimo di 50 partite NBA. Edwards ne ha già giocate 47 (quindi può essere schierato solo per altre tre) mentre Williams ne ha disputate 44 (e ne ha a disposizione sei). Questo significa che indicativamente dopo il 24 marzo, Edwards non potrà più essere schierato.

Un ulteriore problema per i Mavericks è rappresentato dalle rigide regole salariali della NBA. La squadra si trova infatti nel primo apron – hard cap,  a seguito della Sign-and-trade estiva di Klay Thompson e dell’ingaggio di Naji Marshall, con solo 51.000 dollari di spazio salariale disponibile. Questo impedisce qualsiasi possibilità di firmare nuovi giocatori, inclusi quelli provenienti dai Texas Legends, la loro affiliata in G-League, poiché tutti gli altri atleti della squadra di sviluppo non sono sotto contratti NBA

Mercato
Credits Ipa agency

Lo scenario più apocalittico è che se Washington e Jones non dovessero rientrare in tempo, i Mavericks si troverebbero con meno di otto giocatori disponibili, portando al forfait della partita contro Brooklyn.

Probabilmente in quel caso si andrebbe a manipolare l’Injury Report Ufficiale riattivando alcuni infortunati per farli risultare disponibili, senza però farli scendere effettivamente sul parquet. Una strategia che a regolamento andrebbe sanzionata, ma su cui l’ NBA potrebbe soprassedere considerandola come soluzione estrema per evitare una sconfitta a tavolino (e far saltare una partita con tutte le problematiche economiche derivanti).

Dallas ancora in corsa per il Play-In

Sembra incredibile ma in tutto questo, i Mavericks sarebbero ancora in piena lotta Play-In visto che al momento detengono un record di 33-35, occupando il decimo posto nella Western Conference, con una partita e mezza di vantaggio sui Phoenix Suns. Il buon senso suggerisce che presto queste posizione si invertiranno ma i problemi endemici presenti nella squadra della capitale dell’Arizona lasciano aperto uno scenario davvero strano, con le squadre che sembrano gareggiare nell’evitare la qualificazione alla post-season (i Mavericks, purtroppo, non per loro scelta).

Ciò che poteva essere: l’illusione di una contender

Riavvolgendo il nastro, possiamo dire che l’inizio della nuova era dei Mavericks sembrava quantomeno promettente. Lo scambio che Doncic-Davis aveva, nella mente di Nico Harrison suo ideatore, lo scopo di trasformare la squadra in una contender a trazione difensiva, simile ai Los Angeles Lakers del 2020. Nei primi minuti della sua partita d’esordio, Davis aveva mostrato esattamente ciò che la dirigenza sperava: protezione del ferro, rimbalzi e capacità di creare gioco dal post. Il tutto è durato meno di 48 minuti, infortunandosi in quello stesso match.

Da quell’8 di febbraio è iniziato un crollo verticale per Dallas. Il dominio interno mostrato nel primo tempo della sfida contro Houston è svanito completamente nel rematch di venerdì scorso, quando i Rockets hanno demolito i Mavericks 133-96. La differenza a rimbalzo (67-34 per Houston) e i 68 punti concessi nel pitturato evidenziano quanto Dallas stia soffrendo senza lunghi di ruolo, ricordandoci poi che del quintetto base di Febbraio è rimasto il solo Thompson.

I Mavericks in queste settimane hanno dovuto schierare quintetti undersized, con giocatori come Naji Marshall e Caleb Martin costretti a giocare fuori ruolo tentando di colmare il gap fisico.

Jason Kidd aveva parlato della necessità di difendere il ferro e ripartire in transizione, ma senza i giocatori chiave questa visione è rimasta un’utopia. Dopo l’infortunio di Davis, Dallas ha un record di 5-10, (2-9 nelle ultime 11 man mano che l’infermerie si riempiva ) e il sogno di un’identità difensiva è svanito sotto il peso degli infortuni.

Ora, invece di lottare per il titolo, i Mavericks devono solo sperare di avere abbastanza giocatori per poter scendere in campo nelle ultime 14 partite e chiudere velocemente questa stagione il cui rewind non sarà da consigliare ai deboli di cuore.

Post Deadline le speranze della dirigenza texana si sono infrante su una realtà che a prescindere dalla sfortuna estrema del presente lascia molti chiaroscuri anche sul futuro prossimo della franchigia, senza più la possibilità di essere illuminata da un talento generazionale. L’attuale giocatore cardine Kyrie Irving si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro con un tempo di recupero stimato è tra 9 e 12 mesi, e col contratto in scadenza durante l’estate ( player Option). Più che su quando tornerà i dubbi sono su come tornerà Kyrie (a 33 anni) da questo tipo di infortunio. E Davis? Si può fare davvero affidamento sulla sua salute per costruire una contender ?

Dalla stagione 25-26 ci si aspettano davvero molte risposte , magari sperando che l’estrema malasorte del momento venga compensata da una scelta fortunata al Draft. Nel frattempo resta un solo pensiero per descrivere la situazione Dallas: Nico Harrison, deve proprio aver fatto arrabbiare qualche entità extraterrena con quello scambio

Matteo Digi
Matteo Digi
Abbastanza Vecchio da aver visto MJ giocare, ma sufficientemente giovane per apprezzare l'evoluzione del gioco

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