La NBA fa un passo concreto verso l’espansione. Il Board of Governors ha approvato il voto per avviare il processo di raccolta delle candidature per le due nuove franchigie, con destinazioni già definite: Las Vegas e Seattle.
Secondo quanto riportato da Shams Charania di ESPN, le offerte generate dal processo di gara dovrebbero attestarsi in un range compreso tra i 7 e i 10 miliardi di dollari per ciascun franchise. La lega punta alla stagione 2028-29 come data di debutto per le due nuove squadre, con un possibile voto definitivo già entro la fine di quest’anno. Per rendere ufficiale l’ingresso dei due nuovi membri, sarà necessario il via libera di almeno 23 dei 30 governatori.
Las Vegas e Seattle: due mercati con storie diverse
L’ultima espansione NBA risale al 2004, quando nacque il franchise di Charlotte, inizialmente noto come Bobcats. Da allora, la lega non ha più aggiunto squadre al proprio organico.
Las Vegas è ormai una destinazione consolidata per le grandi leghe americane. L’NHL ci è arrivato nel 2017 con i Golden Knights, la WNBA ha trasferito il franchise di San Antonio per farlo diventare le Aces nel 2018, la NFL ha portato i Raiders da Oakland nel 2020 e la MLB vedrà gli Athletics trasferirsi in città per la stagione 2028.
Seattle, invece, ha un conto in sospeso con il basket. La città è rimasta senza una franchigia NBA dal 2008, quando i SuperSonics si trasferirono per diventare gli Oklahoma City Thunder. L’NHL ha già espanso lì nel 2021 con i Kraken, che condividono la Climate Pledge Arena con le Storm della WNBA: una struttura già pronta ad accogliere anche un franchise NBA.
Riallineamento delle conference all’orizzonte
L’arrivo di due nuove squadre a Ovest porterà inevitabilmente a un riassetto delle conference. Charania ha aggiunto che:
«I dirigenti di tutta la NBA si aspettano che Minnesota Timberwolves o Memphis Grizzlies si spostino a Est per riallineare le conference a 16 squadre ciascuna, quando Seattle e Las Vegas entreranno nella Western Conference.»
Il quadro complessivo suggerisce che l’espansione non sia più una questione di se, ma di quando. E il quando sembra sempre più vicino.
