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NBA a 32 squadre nel 2028: perché Seattle e Las Vegas ora

La NBA si prepara ad accogliere due nuove franchigie: Seattle e Las Vegas. Un’espansione attesa da anni che porterà la lega a 32 squadre, con un ingresso previsto per il 2028. Ma perché proprio ora? E perché queste due città?

Il momento giusto per crescere

La lega ha scelto questo momento per espandersi per una serie di ragioni convergenti. Il nuovo accordo televisivo, enormemente più ricco del precedente, ha gonfiato i ricavi complessivi della NBA al punto da rendere sostenibile, e anzi conveniente, l’ingresso di nuovi proprietari. Le quote di espansione, secondo le stime circolate, potrebbero superare i 5 miliardi di dollari a franchigia, cifre che testimoniano quanto il prodotto NBA sia cresciuto in valore negli ultimi anni.

Aggiungere due squadre significa anche distribuire quei proventi su un numero maggiore di proprietari, ma il guadagno immediato derivante dalle quote di ingresso compensa ampiamente la diluizione. Per i 30 proprietari attuali, è un affare.

Seattle e Las Vegas: due storie molto diverse

Seattle ha un conto in sospeso con la NBA dal 2008, quando i SuperSonics furono trasferiti a Oklahoma City. Da allora, la città ha continuato a dimostrare di essere un mercato di primo livello: base di fan appassionati, infrastrutture in crescita e una storia cestistica che nessun’altra città di espansione può vantare. Il ritorno del basket NBA a Seattle è percepito da molti come una questione di giustizia sportiva prima ancora che di business.

Las Vegas è un caso completamente diverso. Non ha un passato NBA, ma ha dimostrato con i Vegas Golden Knights della NHL e i Raiders della NFL di saper sostenere una franchigia professionistica ad alto livello. È una città in forte crescita demografica, con un’arena moderna già disponibile e un flusso turistico senza paragoni negli Stati Uniti. La capacità di Las Vegas di attrarre eventi, dalla Summer League alle Finals di altri sport, la rende un mercato unico nel panorama nordamericano.

Il nodo del draft di espansione

Uno degli aspetti più discussi riguarda il formato del draft di espansione, ovvero il meccanismo con cui le due nuove franchigie costruiranno i loro roster iniziali. La lega dovrà decidere quanti giocatori ogni squadra esistente potrà proteggere e quanti ne potranno selezionare Seattle e Las Vegas. Si tratta di un equilibrio delicato: tutelare le franchigie già esistenti senza condannare le nuove a partire con roster di scarsa qualità.

Le modalità precise non sono ancora state definite pubblicamente, ma il modello dei precedenti draft di espansione, come quello del 2004 per i Charlotte Bobcats, rappresenta un punto di riferimento da cui la lega potrebbe prendere le distanze, visti i cambiamenti strutturali del gioco e dei contratti negli ultimi vent’anni.

L’ufficialità dell’espansione non è ancora arrivata, ma la direzione sembra ormai tracciata. Seattle e Las Vegas si preparano a diventare la 31ª e la 32ª franchigia NBA. Per la lega, è un passo verso un futuro che aveva già in mente da tempo.

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