Il progetto per l’ingresso di una nuova franchigia a Las Vegas potrebbe subire un rallentamento sulla tabella di marcia. All’interno degli uffici della lega si valuta di far slittare il debutto della squadra dalla stagione 2028-2029 al campionato 2029-2030. L’operazione rappresenta il primo allargamento dei confini della NBA dal 2004 ad oggi e vede attualmente tre gruppi imprenditoriali in fortissima competizione per aggiudicarsi la piazza del Nevada.
In corsa figurano la cordata guidata da Nancy Walton Laurie (ereditiera del gruppo Walmart), la cordata del proprietario dei Golden Knights Bill Foley (affiancato da Jerry Colangelo e David Levy) e la cordata composta da Steve Apostolopoulos e Marc Lasry. Il commissioner Adam Silver punta a definire la scelta entro la fine dell’anno, con la possibilità di raggiungere un’intesa informale già entro fine novembre.
NBA: investimenti da 12 miliardi e il nodo arena prima di Seattle
La decisione su Las Vegas ha assunto priorità assoluta nelle strategie della NBA rispetto alla situazione di Seattle, complice la complessa partita legata alle infrastrutture. Chi otterrà la franchigia dovrà far fronte a un investimento totale di circa 12 miliardi di dollari. Sul fronte impianto le opzioni prevedono la realizzazione di una nuova arena da 2 miliardi di dollari oppure il restyling della T-Mobile Arena per 400 milioni di dollari.
I gruppi che usciranno sconfitti dalla gara per il Nevada orienteranno le proprie risorse su Seattle, dove la figura di Samantha Holloway rimane in prima fila per guidare il ritorno dello storico marchio dei SuperSonics.






