Se non era più una novità che i Clippers dall’anno prossimo cambieranno casa, andando a giocare in quello che sarà l’Intuit Dome, la notizia del cambio logo e del cambio maglia arriva invece come un fulmine a ciel sereno. Nella giornata di ieri, attraverso l’Instagram della squadra, i Los Angeles Clippers hanno pubblicato tutte le divise che vestiranno a partire dalla prossima stagione, oltre al nuovo logo e al nuovo parquet.
A giudicare da quanto dichiarato da Steve Ballmer, proprietario della franchigia, e dal team dei Clippers, un rebranding era nell’aria ormai da un po’, ma prima era necessario capire bene in che direzione (concetto fondamentale che tornerà utile più tardi) muoversi anche sotto questo punto di vista.
Inizialmente il team aveva pensato addirittura ad un cambio nome, opzione poi scartata per seguire le volontà dei tifosi più longevi della squadra, i quali sono ormai affezionati all’identità storica della franchigia. I Clippers prendono il proprio nome dalle navi “Clipper”, ovvero un tipo di veliero mercantile che costellava la costa di San Diego, sede originaria della squadra.
Proprio per questo motivo il nuovo logo raffigura una nave, inserita all’interno di una bussola formata dalla “C” di Clipper.

Una direzione precisa
Ecco quindi che in questo nuovo logo torna utile il concetto di direzione di cui parlavamo: dopo tanti anni di delusioni ora i Clippers sembrano avere preso una direzione chiara e pare che questo sia il messaggio arrivato anche ai tifosi, da quanto afferma l’organizzazione, che ha scelto una nave come soggetto principale del proprio logo anche per questo motivo. Rispetto al concetto di direzione c’è anche una curiosità che riguarderà il parquet sul quale si giocherà: la “N” di “Angeles”, dovrebbe venire situata proprio in maniera tale da indicare veramente il Nord.
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Le nuove divise
Si passa poi alle divise, elemento tutt’altro che secondario per una franchigia NBA che punta così tanto sulla popolarità, in quanto pezzo da collezione per tanti appassionati e simbolo di appartenenza per i tifosi in giro per tutto il mondo. Chiaramente sono proprio i tifosi a consistere nella chiave del successo di questa operazione di rebrand dei Clippers: secondo alcuni studi interni negli ultimi sette anni i Clippers hanno raddoppiato la propria fan-base e vorrebbero ripetersi nei prossimi anni, motivo per il quale stanno spingendo così tanto sulla creazione di un brand così nuovo e identificativo.
Non un cambio di stile così netto, quanto meno per quel che riguarda i colori, ma un cambio di font evidente sulla scritta presente sul petto:
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C’è poi la terza divisa, la Statement Edition, in cui è stato abbandonato il nero della canotta di quest’anno, per passare al rosso, uno dei tre colori principali dei Clippers.
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Per scordare il passato
Dall’acquisto della franchigia da parte di Steve Ballmer, risalente ormai al 2014, sono trascorsi diversi anni, la maggior parte dei quali non molto felici. Fra qualche delusione con i Clippers della Lob City (Chris Paul, Blake Griffin e DeAndre Jordan) e qualche delusione negli ultimi anni, causate soprattutto da vari infortuni, Ballmer non è sembrato in grado di sfatare la maledizione che incombe sulla seconda squadra di L.A. ormai da tantissimi anni.
Come vi abbiamo già raccontato però, questo sembrerebbe poter essere un anno favorevole per i Clippers, salute permettendo. Speriamo quindi che questo rebranding possa portare quel tanto sperato cambio di direzione che si cerca: possibilmente in una direzione che porti lontano da qualsiasi maledizione e magari diretta verso quello che sarebbe uno storico primo titolo per la franchigia.





