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Home NBA

NBA: I giocatori-aziende, ma le trade forzate finiranno? Backdoor Call

Simone Mazzola by Simone Mazzola
5 Nov 2023
in NBA
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NBA
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Nella seconda puntata del podcast Backdoor Call con Marco De Benedetto, abbiamo parlato della trade che ha portato James Harden ai Clippers, ma soprattutto analizzando il trend delle stelle che forzano gli scambi scegliendo anche la destinazione.
Preziosa la testimonianza di Marco che dà una visione molto interessante e profonda della questione, con anche una prospettiva a medio termine.
Segui il podcast Backdoor Call su Spotify per essere sempre aggiornato sulle nuove uscite, ogni giovedì alle ore 9.

Qui l’analisi di Marco De Benedetto:

È un tema delicato perché sicuramente negli anni i giocatori, tramite l’associazione NBA, il loro sindacato nella quale lavora per esempio Matteo Zuretti che è uno dei dirigenti italiani sportivi più bravi che ci siano, perennemente sottovalutato e dimenticato, hanno fatto un lavoro eccellente nel tutelare i loro interessi. Perché se è vero che i giocatori tante volte sconfinano nell’essere viziati, è anche vero che poi alla fine l’NBA va avanti grazie ai giocatori stessi che essendo maturati negli anni non si sentono più solo atleti, ma come dicevi tu, aziende, e se sei azienda devi tutelare i tuoi interessi a 360 gradi. Quindi così come da un lato i team NBA non hanno particolari scrupoli a cambiare il destino dei loro giocatori da una notte all’altra, anche i giocatori ultimamente avanzano la volontà di tutelare i loro interessi e cercare di indirizzare quello che è il loro futuro.

Credo anche alla luce del nuovo contratto collettivo, che i proprietari e l’NBA stessa vogliano cercare di raddrizzare un po’ questa tendenza perché avere a turno una superstar ogni sei mesi che cerca di cambiare squadra e crea un chiacchiericcio e una situazione di non comfort tra club e media, non è una cosa che tutela il prodotto. E siccome abbiamo imparato negli anni che la tutela del prodotto è quella che interessa di più sia all’NBA che ai giocatori stessi, credo che comunque si andrà verso una risoluzione di queste problematiche.

Come potrebbe essere risolvibile secondo te?

Non è facile, non ho per forza la soluzione da darti, però ti posso dire che una grande differenza la possono fare proprio le regole, chi le interpreta e come le interpreta, perché è un lato di squadra e di giocatori diversi. Perché il front office di Miami per esempio che è notoriamente uno dei più validi e uno dei più quadrati nel muoversi, avrà fatto le sue valutazioni ma a un certo punto si sono fermati e non per forza hanno voluto cambiare i loro piani per voler l’Lillard a tutti i piani. Harden in questo momento è andato ai Clippers che in una trade che mi sento di dire potrebbe essere un win win per entrambi, sia per i Sixers che per i Clippers, credo che sia un all-in anche per lui, perché ha rischiato fortemente di essere borderline con l’essere pian piano escluso dalla lega, perché se tu vai sempre su un filo sottile a un certo punto l’NBA è talmente una roba grossa che può fare a meno quasi di chiunque.

 

Tags: James HardenNBA
Simone Mazzola

Simone Mazzola

Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

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