Home NBA NBA, caso Leonard: si indaga su un secondo sponsor per Kawhi

NBA, caso Leonard: si indaga su un secondo sponsor per Kawhi

46
Kawhi Leonard
Credits Ipa Agency

L’inchiesta della NBA sull’accordo di sponsorizzazione senza prestazioni lavorative tra Kawhi Leonard e la società ecologista Aspiration si allarga. Lo studio legale Wachtell Lipton, incaricato dalla lega di condurre le indagini, sta ora esaminando un secondo accordo commerciale firmato dalla stella dei Clippers con un’altra azienda.

L’indagine, giunta ormai al suo undicesimo mese, ha paralizzato il futuro del giocatore e dei Los Angeles Clippers. Secondo fonti anonime, gli inquirenti non si stanno limitando a verificare se la franchigia abbia aggirato il salary cap facilitando l’accordo con Aspiration, ma vogliono anche chiarire se la franchigia abbia coperto impropriamente spese personali di Leonard senza ricevere alcun rimborso.

Questa situazione sta congelando il mercato NBA. Nei giorni scorsi, i Toronto Raptors hanno messo in pausa una trade per riportare Leonard in Canada dopo che la lega li ha avvisati che si sarebbero dovuti assumere il rischio di qualsiasi penalità derivante dall’indagine. Nel frattempo, i proprietari delle franchigie si aspettano una punizione esemplare per i Clippers, mentre il proprietario Steve Ballmer continua a dichiararsi vittima di una frode finanziaria orchestrata dai vertici di Aspiration.

Leonard e il mistero dell’accordo Aspiration: milioni per non fare nulla

Al centro del caso rimangono i dettagli del contratto da 28 milioni di dollari (più altri 20 milioni in quote societarie) che legava Leonard ad Aspiration, una start-up ecologista poi finita in bancarotta. Il giocatore non ha mai promosso pubblicamente l’azienda e il suo contratto gli garantiva un’ampia discrezione nel evitare qualsiasi tipo di campagna pubblicitaria.

Alcuni ex dipendenti della società, sentiti dagli inquirenti, hanno spiegato che Leonard era un testimonial impossibile da spendere a causa del suo carattere schivo e della sua scarsa presenza sui social. Nel reparto marketing si era persino pensato di realizzare una campagna grafica per ritrarlo come Groot, il supereroe vegetale della Marvel (in linea con la promessa di Aspiration di piantare alberi), ma l’idea fu presto accantonata: “Smettetela di pensare a Kawhi, questo sembra un vicolo cieco” fu l’ordine dato ai creativi.

Nonostante l’inattività sul campo pubblicitario, il legame tra la società, Leonard e i Clippers era considerato vitale. Il co-fondatore di Aspiration, Joe Sanberg — recentemente condannato a 14 anni di carcere per frode federale —, aveva un rapporto strettissimo con Ballmer, che aveva investito oltre 70 milioni nella start-up e la cui fondazione filantropica finanziava regolarmente la no-profit di Sanberg.

Spese legali pagate e malumori interni

Il trattamento di favore riservato a Leonard aveva creato forti tensioni all’interno di Aspiration. Sanberg aveva infatti acconsentito a far pagare alla società i 17.181 dollari di spese legali personali di Leonard per la stesura dell’accordo, dietro esplicita richiesta dello zio e consigliere del giocatore, Dennis Robertson.

Quando il capo dell’ufficio legale di Aspiration si era opposto al pagamento poiché contrario alle norme aziendali, l’agente di Leonard, Mitch Frankel, era intervenuto ricordando a Sanberg l’accordo verbale. Alla fine la società pagò, ma l’avvocato scrisse a Frankel che l’azienda non era a conoscenza di quell’accordo privato.

Anche l’Associazione Giocatori (NBPA) sta iniziando a perdere la pazienza per la durata dell’indagine. Il direttore esecutivo David Kelly ha dichiarato: “Non pensiamo che ci sia della sostanza sotto questa vicenda. Non dovrebbe volerci così tanto tempo per chiudere una questione del genere.

La difesa dei Clippers e i verbali dei testimoni

I Clippers hanno respinto con forza ogni accusa attraverso una dura nota ufficiale: “Non abbiamo fatto transitare denaro a Kawhi Leonard tramite Aspiration. Come molti investitori sofisticati, istituti finanziari e partner commerciali, siamo stati vittime di una frode avviata da Sanberg. Rimaniamo fiduciosi che, quando i fatti saranno valutati in modo equo e approfondito, la NBA confermerà esattamente ciò che abbiamo detto fin dall’inizio: non abbiamo commesso ciò di cui siamo accusati.

Il proprietario della franchigia ha formalizzato la sua posizione in una lettera inviata al giudice federale che ha condannato Sanberg. I procuratori federali hanno stabilito che, a partire dal 2020, Sanberg ha sottratto 6,65 milioni di dollari agli investitori, provocando perdite complessive per 248 milioni. I legali di Ballmer hanno sottolineato come l’imprenditore abbia subito un grave danno d’immagine a causa di Sanberg, chiedendo una condanna esemplare per quest’ultimo.

Nel frattempo, gli investigatori dello studio Wachtell hanno già interrogato lo stesso Sanberg in carcere. Secondo il capo dei legali David Anders, le dichiarazioni del fondatore di Aspiration hanno offerto un aiuto “sostanziale” alle indagini. Di parere opposto l’avvocato di Ballmer, David N. Kelley, che considera inaffidabili le parole di Sanberg. Oltre a lui, gli inquirenti hanno già ascoltato diversi ex dirigenti di Aspiration, lo stesso Kawhi Leonard, lo zio Dennis Robertson e il patron Steve Ballmer. L’esito finale dell’indagine potrebbe richiedere l’intervento di un arbitro designato dalla NBA e dall’Associazione Giocatori, a meno che le parti non optino per un patteggiamento.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!