mondo NBA, non tutte le storie d’amore tra giocatori e franchigie sono destinate a durare. A volte le strade si separano semplicemente perché le esigenze cambiano, le ambizioni divergono o la chimica si esaurisce. Con la free agency e la trade season alle porte, Bleacher Report ha individuato alcune coppie pronte a dirsi addio.
Giannis e Milwaukee: una relazione già finita
Il caso più eclatante è quello di Giannis Antetokounmpo e i Milwaukee Bucks. Di fatto, la relazione è già conclusa e le due parti convivono forzatamente in attesa di una soluzione. Se i Bucks dovessero proporre un’estensione quadriennale da 275 milioni di dollari entro il primo ottobre, sarebbe un ultimo tentativo di rilancio, probabilmente vano.
La frattura risale alla scorsa estate: anni di mosse aggressive per vincere subito hanno lasciato Milwaukee senza risorse per il futuro, anche perché Giannis ha condizionato la sua permanenza alla costruzione di un roster competitivo in grado di portarlo a vincere un altro titolo NBA. Le linee di comunicazione sono interrotte, ma nessuna delle due parti vuole ufficializzare la rottura per prima. L’auspicio è che il greco rifiuti l’estensione e che Milwaukee trovi il coraggio di lasciarlo andare.
LeBron James e i Lakers: Dončić al centro del progetto
Nonostante LeBron James abbia trascinato i Los Angeles Lakers a una vittoria nei playoff a 41 anni, la sua permanenza appare difficile. Los Angeles è ormai costruita attorno a Luka Dončić. James ha accettato un ruolo ridimensionato durante la stagione regolare, confermando la sua nuova posizione nella gerarchia della franchigia.
I Lakers non gli hanno offerto un’estensione contrattuale la scorsa estate, preferendo investire risorse per circondare Dončić di elementi più giovani. LeBron ha il diritto di cercare un contesto in cui sentirsi più centrale, poiché un trasferimento altrove avrebbe un sapore narrativo migliore rispetto a un’altra stagione come terza opzione a Los Angeles.
Ja Morant: Memphis vuole voltare pagina
Dopo aver ceduto Desmond Bane e Jaren Jackson Jr., i Memphis Grizzlies devono gestire la situazione di Ja Morant. Secondo Joe Vardon di The Athletic, Memphis intendeva cederlo già in estate, ma il mancato scambio è dipeso dall’impossibilità di trovare un accordo. Brian Windhorst di ESPN ha persino parlato di un “valore negativo” di Morant come asset.
Il giocatore non è più sceso in campo dopo la deadline NBA, rinunciando a rivalutarsi. I Grizzlies sperano che la scadenza del contratto (mancano due anni) lo renda più appetibile. Morant non ha mostrato progressi sul parquet da diversi anni e ha avuto costanti problemi di salute: un cambio di scenario appare necessario per tutti.
Kevin Durant e Houston: luna di miele già finita
Gli Houston Rockets hanno vissuto l’esperienza con Kevin Durant in un solo anno. KD ha mostrato il suo talento, ma ripetere un minutaggio così elevato a 37 anni è un’impresa riuscita a pochissimi nella storia della NBA.
Durant è stato spesso l’unica fonte di punti per una squadra carente in attacco, ma i suoi sbalzi d’umore avrebbero logorato i compagni. Inoltre, lo scandalo dell’account anonimo sui social ha peggiorato il clima. I Rockets hanno bisogno di potenza offensiva, ma potrebbero cercarla in qualcuno che non esaurisca il proprio benvenuto nell’arco di una sola stagione.
Zach LaVine e Sacramento: un addio complicato
Il caso più interessante per i Sacramento Kings è quello di Zach LaVine, tiratore con il 39.1% da tre in carriera. Sacramento vuole liberare spazio per i giovani in ottica ricostruzione, specialmente se dovesse ottenere una scelta alta al Draft NBA di giugno.
La situazione è resa difficile dalla player option da 49 milioni per il 2026-27. LaVine difficilmente troverebbe cifre simili sul mercato, ma non ha interesse a restare in una squadra senza prospettive che ha già cercato di cederlo. Resta da capire se il giocatore sia disposto a rinunciare a parte dei soldi per firmare un accordo pluriennale altrove.





