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NBA 2026/27: i 10 sophomore da seguire, da Cooper Flagg a Dylan Harper

3. Kon Knueppel (Charlotte Hornets)

  • Scelta al Draft 2025: numero 4

  • La stagione da rookie: Knueppel ha impressionato con 18,5 punti, 5,3 rimbalzi e 3,4 assist di media, mandando a bersaglio ben 273 triple (record assoluto per un debuttante). La sua tenuta fisica, le sue doti balistiche e la sua maturità sono state fondamentali per trascinare gli Hornets a un miglioramento di ben 25 vittorie in classifica, permettendogli di chiudere al secondo posto nella corsa al Rookie of the Year.

  • Cosa aspettarsi ora: Knueppel è stato la rivelazione dell’anno a Charlotte, guidando i suoi per minuti giocati e canestri da tre punti. Avendo già dimostrato di essere uno dei migliori tiratori della lega prima di compiere 21 anni, la franchigia è convinta di avere tra le mani un futuro All-Star fisso. Tuttavia, il contesto è cambiato radicalmente con lo scambio che ha portato LaMelo Ball lontano da Charlotte in estate. Senza il playmaker a catalizzare l’attenzione delle difese, la qualità dei tiri di Knueppel potrebbe risentirne, poiché gli avversari si concentreranno maggiormente su di lui. D’altro canto, la partenza di Ball aprirà nuove opportunità per la guardia di 1,98 metri di agire come creatore di gioco primario con la palla in mano.

2. Cooper Flagg (Dallas Mavericks)

  • Scelta al Draft 2025: numero 1

  • La stagione da rookie: Flagg ha rispettato in pieno le enormi aspettative della vigilia, conquistando il premio di Rookie of the Year con medie da 21,0 punti, 6,7 rimbalzi e 4,5 assist a partita. Ha guidato i debuttanti per punti e assist medi, trascinando una Dallas martoriata dagli infortuni a un bottino di 26 vittorie.

  • Cosa aspettarsi ora: il diciannovenne è apparso talvolta sovraccaricato di responsabilità nel suo anno da rookie, con percentuali di tiro che hanno risentito della mancanza di supporto sul parquet. Bisogna ricordare, tuttavia, che Flagg ha completato il percorso liceale in soli tre anni ed è a tutti gli effetti un giocatore giovanissimo. I Mavericks hanno preso decisioni importanti in estate per ricostruire l’organigramma attorno a lui: la squadra si presenta ai blocchi di partenza con un nuovo presidente, un nuovo general manager e un nuovo allenatore, e attende il rientro dall’infortuno di Kyrie Irving per alleggerire i compiti di regia di Flagg. Nonostante le pressioni di essere il volto della franchigia nel post-Luka Doncic, Flagg ha dimostrato una costanza eccezionale. Il suo potenziale è quello di un candidato MVP e punta con decisione alla convocazione all’All-Star Game già in questa stagione.

1. Dylan Harper (San Antonio Spurs)

  • Scelta al Draft 2025: numero 2

  • La stagione da rookie: sebbene abbia trascorso la maggior parte della stagione regolare uscendo dalla panchina alle spalle di De’Aaron Fox e Stephon Castle, Harper ha comunque registrato ottimi numeri da 11,8 punti, 3,4 rimbalzi e 3,9 assist a partita. Ha poi elevato nettamente il proprio rendimento durante i playoff guidando la squadra fino alle Finals e facendo sognare ai tifosi l’inizio di una nuova dinastia Spurs.

  • Cosa aspettarsi ora: le straordinarie prestazioni fornite nei playoff — chiusi a 14,1 punti e 5,6 rimbalzi a partita — impongono una domanda spontanea: quanto tempo ci vorrà prima che il ventenne si guadagni un posto fisso in quintetto? Con un Fox apparso a tratti in difficoltà nella post-season, Harper è diventato l’idolo assoluto dei tifosi di San Antonio. Le sue penetrazioni decise e l’abilità nel concludere al ferro lo rendono un rebus difficilissimo per le difese avversarie, ed è facile immaginarlo nel ruolo di spalla ideale per Victor Wembanyama per il prossimo decennio. Per il momento, la contemporanea permanenza in rosa di Fox e Castle potrebbe costringerlo a vestire nuovamente i panni del sesto uomo di lusso. La gestione di questa abbondanza nel reparto guardie sarà uno dei temi tattici più affascinanti dell’intera stagione NBA.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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