Nella notte l’NBA ha scoppiato diversi botti e la trade di James Harden che era nell’aria è finalmente arrivata dopo l’ennesima uscita d’insoddisfazione del Barba. Per paradossale che possa sembrare i Rockets non avevano il coltello dalla parte del manico, ma sono riusciti a uscirne molto bene. Vediamo che cosa è successo:
Nets: ricevono James Harden
Facilmente la prima cosa che viene in mente è: quanti palloni serviranno per Harden, Irving e Durant. Tralasciando le banalità spicce, se le stelle vogliono coesistere sono troppo intelligenti (forse in questo caso due su tre), per non mettere da parte il “mio” in onore del “nostro”, ma questo non è detto che succeda in modo proficuo per vincere. L’arrivo di Harden sembra una polizza di sicurezza sulle follie di Kyrie Irving per rimanere una seria contender per il titolo nonostante tutto. Questo sembra un movimento da “win now or bust forever”, sulla falsa riga dell’arrivo di Pierce e Garnett qualche anno fa. Certo, Harden è ancora nel prime rispetto ai due citati, ma se i Nets dovessero bucare, rischierebbero di aver fatto la peggior trade della storia. Di certo il cast di supporto senza Dinwiddie infortunato, LeVert e soprattutto Allen in difesa perde di solidità. La difesa del ferro con il solo DeAndre Jordan che ha giocato più di 20 minuti solo una volta in stagione (DNPCD nella penultima partita), diventa problematica e i Nets dovranno prendere un lungo d’impatto avendo tre spot liberi a roster. Sappiamo che questa ormai è la lega dei giocatori, Harden voleva i Nets e alla fine è andato ai Nets, ma al netto dell’intrigo molto sexy di vedere due dei migliori scorer della storia in campo insieme, siamo sicuri che il fit tecnico sia adeguato? E soprattutto, che l’arrivo di Harden sia un messaggio a Kyrie per dire: “se fai il folle non ci servi”? Tanti, forse troppi dubbi, considerato il fatto che hai portato a casa uno dei migliori della NBA…
Rockets: ricevono Victor Oladipo, Dante Exum, Rodions Kurucs, 3 Brooklyn first pick (22, 24, 26), 1 Bucks first pick (22), 4 Nets first round swap.
“La mancanza di rispetto di Harden inizia ben prima di ieri.”
Così ha esordito Cousins nell’ultima conferenza stampa ed effettivamente il comportamento del barba è stato sotto la soglia della sufficienza con i Rockets per forzare una trade. Nonostante tutto Houston ne esce alla grande, ammassando le classiche pick al primo turno che una stella così deve portare, prendendo Oladipo che sarà free agent e avendo la possibilità di scegliere il da farsi, con l’opzione di una totale rifondazione che, oltre alla player option di Wall, potrebbe vedere a roster solo Kurucs. Il bottone della rifondazione è stato schiacciato a Houston e considerato che sia Oladipo che Tucker in scadenza potrebbero essere un piatto molto appetibile per la trade deadline, ci potrebbero essere ulteriori sviluppi per il futuro in Texas. A conti fatti chi guadagna di più dalla trade guardando al futuro è chi doveva “liberarsi” di una stella.
Pacers: ricevono Caris LeVert, 1 second round pick
Non male anche l’addizione dei Pacers che troveranno in LeVert una degna spalla per Brogdon nel backcourt e nel ruolo di sesto uomo. I Pacers si tolgono dall’impiccio di Oladipo che se avesse giocato da All Star li avrebbe obbligati a una dolorosa scelta se rifirmarlo a cifre forse spropositate o lasciarlo andare per nulla perdendo il buon abbrivio di questa stagione. Così portano a casa un ottimo giocatore in crescita come LeVert, in grado di produrre dal pick and roll ed essere anche un più che decente trattatore della palla. L’unico neo per lui è aver giocato più di 57 partite solo una volta in carriera, ma se rimanesse sano i Pacers potrebbero mettere gli occhi su obiettivi davvero interessanti in questa stagione perchè hanno varietà di soluzioni, qualità nel roster, una star in the making come Domantas Sabonis e voglia di emergere.
Cavaliers: ricevono Jarrett Allen e Taurean Prince
Era ovvio che con Christian Wood Houston non avesse granché bisogno di Jarrett Allen e quindi girandolo ai Cavs hanno fatto un’ottima mossa che è costata però una scelta. Con Drummond e McGee in squadra sembra poco sensato portarsi a casa Allen che però potrebbe diventare il centro del futuro, viste le scadenze dei primi due. Il dubbio viene dal fatto che anche Allen sarà restricted free agent in estate e il vero affare dei suoi 3.9 milioni di salario, ragionevolmente in estate non lo saranno più. Dall’altra parte se si vuole investire per il futuro con Garland e Sexton, Allen è la scelta automatica piuttosto che i suoi due colleghi di ruolo di questa stagione. L’arrivo anche di Prince e l’ipotetica rifirma di Allen a cifre importanti, vincola i Cavs al proprio core di nuovi giocatori (e scelte) per riprendere la retta via post detonazione LeBroniana, ma da quanto cresceranno Garland e Sexton si capirà dove potranno arrivare i Cavs, perchè spazio salariale ce ne sarà, paradossalmente, poco.
