Spesso si dice che se si giunge alla vittoria nella parte calante o avanzata della carriera valga la pena mettere il punto in quel momento. Più di quello non si può pensare di raggiungere, più forti e importanti di così non si diventa. Poi ci sono le motivazioni personali, lo sforzo di dare una seconda opportunità a un ambiente che ne ha permesso la crescita per chiudere il cerchio con qualche trofeo e darsi una seconda opportunità di competere in Europa, lasciata nel momento migliore della carriera e ritrovata a spizzichi e bocconi nelle estati con la Serbia. Purtroppo per Nemanja Bjelica, per la Stella Rossa e l’EuroLeague tutta, questa storia non vedrà nessun finale circolare.
Telesport scrive di un Bjelica costretto al ritiro per via dell’accumularsi di infortuni pregressi e di una condizione fisica inevitabilmente condizionata dalla carta d’identità, sportivamente non verdissima, e da una stagione scorsa ai limiti dell’inattività. Nell’EuroLeague 2022/23 sono stati solamente 59 i minuti totali col Fenerbahce nei quali, distribuiti su 7 partite, avevano mostrato una copia sbiadita e appena abbozzata del Bjelica campione NBA con Golden State nell’annata precedente. Nonostante i problemi è stata la Stella Rossa in estate a convincerlo a tornare a casa, in Serbia, dov’è cresciuto cestisticamente e dove si è affacciato ai massimi livelli dopo le giovanili al Partizan e gli esordi da pro’ nell’Arkadia Traiskirchen Lions in Austria. La Hala Aleksandar Nikolić sarebbe stata pronta ad accogliere i due figliol prodighi, Nemanja e Milos Teodosic, ma solo l’ex Virtus ha iniziato a illuminare il parquet di casa.
Coi biancorossi di Belgrado non ha mai esordito nella massima competizione europea, limitandosi a segnalarsi come il giovane più interessante di EuroCup e attirando le attenzioni di una fucina di talenti da sgrezzare come il Baskonia. Da lì 3 stagioni nei Paesi Baschi e 2 al Fener: primo quintetto di EL, MVP del mese di marzo e dell’intera Regular Season, fino alla sconfitta col Real nelle Final 4 del 2015 a Madrid lo proiettano in orbita NBA, dalla quale uscirà solo 7 anni dopo.
Nel mezzo Minnesota, Sacramento, Miami e appunto Golden State, con un minutaggio relativo ma dalla fondamentale importanza nelle Finals 2022 contro Boston. Una carriera di altissimo livello, coronata dall’argento sia a EuroBasket 2009 che alla FIBA WC 2014 con la Serbia.
Scrivere la parola fine significa apprezzare tutto ciò che è stato prima, non solo il capitolo conclusivo. Se Bjelica non fosse tornato in EuroLeague dopo il titolo NBA lo avremmo apprezzato di più o di meno? Lo avremmo idealizzato o rinnegato, in quanto lontano dal panorama della pallacanestro europea e attirato da qualche contratto da veterano NBA? Non lo sapremo, perché ora Nemanja Bjelica non giocherà più. E, forse, è più giusto così. Per lui e per la memoria che di lui conserveremo.





