Torna Backdoor Podcast nel formato “one to one” che caratterizzerà le interviste esclusive. Abbiamo avuto con noi il direttore sportivo di Strasburgo Nicola Alberani che ci ha guidato nel mondo del basket francese, alcune storie incredibili di suoi giocatori parlando anche d’Italia.
Qui alcuni spunti:
Come si prendono giocatori come Colson e Wainwright:
Noi siamo forti subito appena si apre il mercato e nelle ultime battute. Wainright l’abbiamo voluto subito e lo abbiamo blindato, Colson era fuori dalla nostra portata, lo abbiamo seguito e in extremis quando le possibilità Eurolega erano terminate è venuto da noi.
La storia di Wainwright:
L’abbiamo preso dal Vechta dandogli il doppio di pochissimo che prendeva e abbiamo ricevuto da loro una mail in cui si congratulavano perché avevamo preso un ragazzo super. Nel primo lockdown è tornato negli USA e mentre non giocava ha fatto il conducente per Amazon, in quanto gli serviva ogni penny visto che suo papà lavora in fonderia e sua mamma è impiegata. Quando quest’estate ha potuto firmare un contratto milionario siamo stati contentissimi.
Jarell Eddie:
Lo abbiamo preso sempre alla fine della finestra di mercato, ma è stata una trattativa lunga. Chiamavo ogni mercoledì da inizio luglio, poi mercoledì scorso mi ha detto che non se ne sarebbe fatto nulla. Domenica poi ci ha contattato per sapere se l’offerta fosse ancora valida È un ragazzo super che qui a Strasburgo una volta ha affittato Starbucks e con la moglie ha servito bevande ai bisognosi donando vestiti e aiuto. È un ragazzo speciale.
L’estate dell’Italbasket:
Non mi appassionavo così a una nazionale da tanto. Hanno dimostrato che vince la squadra con più chimica e non sempre quella con più talento. I protagonisti dall’estero? Quando esci dall’Italia ti metti in discussione e sei chiamato ad andare in un altro stato per incidere e impattare. Investono su di te e devi rendere, giova ricordare che non sono in tanti gli italiani che hanno fallito andando all’estero.
