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Nicola traccia le basi della nuova Treviso: difesa, dinamismo e tanta voglia di lottare

Il raduno della Nutribullet Treviso è andato in scena nel tardo pomeriggio di ieri a Sant’Antonino. Strette di mano, abbracci e pacche sulle spalle: il rituale di inizio stagione non cambia, ma il gruppo che si è ritrovato sul parquet è più eterogeneo rispetto a quello degli anni precedenti. Unica assenza quella di “Weezy” Russell, rimasto negli Stati Uniti per la nascita del suo secondo figlio.

A guidare il tutto è Marcelo Nicola, che ha osservato i suoi con occhio attento già dal primo giorno, senza nascondere un cauto ottimismo, come dichiarato in un’intervista a Il Gazzettino:

«Ancora niente di particolare. Li ho visti fare solo qualche tiro, al momento niente lavoro di squadra. L’aspetto più bello è certamente l’empatia, la disponibilità dei ragazzi, la loro voglia di essere pronti. Effettivamente li vedo belli vogliosi e pronti a lavorare. Importante è il punto di partenza dove si gettano le basi per la stagione.»

Sul mercato, Nicola preferisce non entrare nel dettaglio, ma indica con chiarezza qual è il valore aggiunto di questa estate: aver tenuto insieme l’ossatura della squadra che ha chiuso la scorsa annata:

«L’aspetto fondamentale è aver mantenuto la colonna vertebrale del gruppo dell’anno scorso.»

Difesa, transizione e la scommessa Croswell-Chery

Dal punto di vista tecnico, il coach ha le idee chiare su quale identità dovrà avere questa TVB. Una squadra solida difensivamente, capace di trasformare quella solidità in velocità di esecuzione in attacco:

«La mia filosofia è essere solidi in difesa per giocare una pallacanestro veloce in contropiede o in transizione. Il gioco moderno è sempre più fisico e fatto da giocatori atletici, per cui gli spazi bisogna crearli noi con il dinamismo. A questo proposito cercheremo di trovare qualcosa di nuovo, come ad esempio far coesistere sotto canestro Croswell e Chery, sperando naturalmente di esaltare le qualità di ciascuno e nasconderne i difetti.»

La convivenza tra i due sotto canestro è una delle scommesse tattiche più interessanti dell’estate trevigiana. Nicola non la presenta come una certezza, ma come un’idea da costruire e verificare nel lavoro quotidiano.

La mentalità che non si dimentica

C’è poi un filo rosso che lega questa stagione a quella precedente: la capacità di non arrendersi. Nicola era arrivato a Treviso a campionato in corso, in un momento in cui la squadra sembrava spacciata. Il fatto che non lo fosse è diventato un punto di riferimento identitario:

«I cinque giocatori che abbiamo confermato, poi l’idea che bisogna sempre lottare, mai mollare: finché ci sarà una possibilità tu devi combattere. Non si scappa, deve essere assolutamente il nostro punto di partenza. Io sono arrivato a metà stagione, in alcuni momenti ci davano per spacciati ma la squadra è stata tosta, dura mentalmente a credere. Quindi dovremo continuare a lavorare sereni, checché ne dicano all’esterno, concentrandoci solo su ciò che dovremo fare.»

Sul contesto esterno — avversarie più attrezzate, un calendario impegnativo fin dall’esordio — l’allenatore sceglie la strada della relativizzazione. «Il mio dovere è solo portare la squadra al suo limite massimo», ha detto, tagliando corto su tutto ciò che non rientra nel controllo diretto del gruppo. Energia positiva, abbonamenti in crescita, staff motivato: i presupposti ci sono. Ora tocca al campo.

 

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