Come sempre nel raccontare le cose ci sono sempre due facce della medaglia. Ogni parte in gioco ha la sua versione e, molto spesso, la verità sta in mezzo. Ma non sempre. Nikola Mirotic è una delle firme più importanti della storia dell’Olimpia Milano e, come ha detto Nicolò Melli: “Mirotic è una firma dell’importanza di quelle del Chacho e di Hines”, quelle che segnano un’epoca.
Solamente che questa porta con sé una storia più simile a una telenovela. Squadre coinvolte, firme praticamente fatte, accordi, strette di mano, trattative e soldi.
Se ne sono lette e scritte tante. Ho provato a sentire più fonti possibili, confrontare tutte le versioni, fonderle insieme e cercare di ricostruire tutta la storia con una cronologia di fatti che più si avvicini alla realtà. La verità al 100% la sapranno, probabilmente, solo le parti in causa, ma qui riviviamo tutto dall’inizio.
Tralasciamo la parte di separazione dal Barcellona di cui avevamo anche parlato in diverse puntate del nostro podcast di Eurolega. Dirigiamoci subito al mercato e dividiamo le situazioni per “paese”.
Grecia: Panathinaikos e Olympiacos
Possiamo dire che questa è la parte della storia che potremmo chiamare “i soldi non sono un problema”. Il primo contatto con il Panathinaikos ha messo davanti Mirotic e Giannakopoulos con il patron del Pana che ha detto, in buona sostanza: “lo stipendio lo decidi tu o quasi”, quindi Mirotic ad Atene avrebbe potuto prendere più che altrove, però la destinazione e l’ambiente non hanno convinto il giocatore e il suo entourage (la cosa tornerà d’attualità). Sebbene economicamente fosse una possibilità molto remunerativa, c’è stata una trattativa che non è mai andata a pochi passi dall’essere ratificata per volontà del giocatore. L’Olympiaocs, perdendo Vezenkov, si è subito fatto sotto per avere Mirotic, anche in questo caso offrendo un ottimo deal dal punto di vista economico. Però, se l’ambiente forse è diverso rispetto ai cugini in verde, la logica di rivalità e tifo “acceso” ha fatto desistere abbastanza presto il giocatore: la trattativa non è mai entrata davvero nel vivo e l’Olympiacos si è diretto presto su Sikma.
Montecarlo
Il Monaco è stato presente nella trattativa e ha formulato un’offerta un pochino più alta delle concorrenti. Il fattore ambientale e ostile nel principato veniva decisamente meno, la tranquillità personale era garantita, così come un buon deal economico e le aspirazioni di una squadra che ha già fatto le Final Four. Da quello che abbiamo potuto apprendere, però, per il Monaco Mirotic sarebbe stato la ciliegina sulla torta e non un obiettivo di assoluta priorità. Per questo poi, quando si è presentata la possibilità di prendere Kemba Walker, la priorità è diventata quella e la trattativa è sfumata. Poi ci sarebbe da parlare della situazione di Mike James, ma magari lo faremo in altri approfondimenti.





