Penultima partita in casa di regular season per una Virtus Bologna che ha oggi la certezza di aver centrato il primo, più difficile, più ambizioso e più importante degli obiettivi stagionali. Giù il cappello davanti a Luca Banchi e la sua squadra, autori di un vero capolavoro nonostante le difficoltà dell’ultimo terzo di cammino.
Arriva il lanciatissimo Panatinaikos di Ergin Ataman, con nutrito e rumoroso seguito di tifosi per una Segafredo Arena nuovamente sold out, il migliore tributo della città al magnifico cammino della squadra.
Partono forte gli attacchi, con Dobric due volte al ferro ed una messe di triple per i verdi, con un paio di fischi (o non-fischi) che accendono fin da subito la partita. Fisicità altissima, contatti costanti. Fatica la Virtus a restare a contatto contro il 6/6 da tre dei Greci. Gli esterni della Virtus non tengono quasi mai un primo passo, si chiude 28-16 un primo quarto molto complesso per i bianconeri.
Non cambia la tonica all’inizio del secondo tempo, e la sensazione è di vedere due squadre di livello diverso, almeno ad oggi. +15 dopo un minuto e mezzo del secondo quarto, e la partita sembra lunghissima. Prova una reazione la Virtus e la mette in campo con due triple di Abass e Lundberg ed un buon Zizic. Il Panatinaikos però ha un talento sconfinato ed è Nunn ora con tre canestri di fila a ricacciare indietro le Vu nere a -16. Questa squadra però ha quelli che un po’ pretenziosamente, ed in ambito sportivo, si possono definire valori morali, e non ci sta a farsi calpestare in casa. La partita si incattivisce, il Pana picchia e la Virtus non sta a prenderle. -12 all’intervallo, quasi un affare per una partita che dopo 12 minuti sembrava già molto indirizzata.
La Virtus schiera un campione del gioco offensivo senza tempo: da San Giovanni in Persiceto, Marco Belinelli prende per mano la sua squadra, mentre un quartetto di moschettieri stringe le maglie in difesa, e dopo 4 minuti il tabellone recita -6 per Davide, che oggi forse avrebbe voglia di farlo, lo scherzo, al Golia di turno. Prima Sloukas poi Grigonis, autore di una spinta davvero brutta e non vista a Dunston, ricacciano a -8 la Virtus che non pare intenzionata ad arrendersi. La partita è durissima, i verdi alzano il livello di fisicità e la Virtus ancora una volta resiste, anche se gli arbitri paiono – eufemismo – non aiutarla. Finisce il terzo quarto con i bianconeri sotto di 6 lunghezze, e non si sa dove questi giocatori prendano la forza mentale e tecnica per stare in campo contro squadre chiaramente più lunghe e talentuose.
Inizia l’ultimo quarto ed è la Virtus, incredibilmente, a tirare la spallata. Il Pana con enorme durezza torna avanti, e anche qui la terna in arancione pare se non altro non vedere con favore la squadra di casa. Ma la Virtus ha dentro qualcosa di difficilmente descrivibile, e contro ogni previsione impatta a quota 69 a 5 minuti dalla fine, e sorpassa con Shengelia. Il Pana rimette subito la testa avanti con un canestro incredibile, poi una penetrazione, di Nunn. Ci sarebbe però il signore da San Giovanni, che ne mette 3, poi 2, per il nuovo vantaggio bianconero. Le ultime curve parlano di una parità ripetuta, di qualche errore, e della crudele bellezza di questo sport che consegna al Panatinaikos una vittoria che forse avrebbe meritato la Virtus. Ma il basket è – anche – uno sport di campioni, e Kendrick Nunn è un campione, e segna allo scadere dopo che Grigonis aveva preso un rimbalzo subendo un fallo da Belinelli per pareggiare l’ultimo +3 bianconero segnato proprio dal capitano, e dopo un ultimo attacco delle Vu nere francamente rivedibile.
Nulla cambia, nella considerazione iniziale. Giù il cappello davanti a Davide, ancora una volta, anche nell’amarezza di una sconfitta che brucia. E un bravo a Luca Banchi ed ai suoi giocatori, per aver ancora una volta giocato alla pari con Golia.
Panatinaikos Atkor Athens
Kalaitzakis s.v.
Vildoza n.e.
Sloukas 8.5: partita da grandissimo campione, in attacco fa canestro sempre quando serve, e lo fa molto. Prova da vero leader, si spende anche difensivamente soprattutto su Hackett, che manda fuori giri. Chapeau.
Grant 7: grandissimo primo quarto, poi lascia il palcoscenico ai compagni. Su Belinelli a lungo, quando Grigonis non è in campo.
Nunn 9: non solo perché la vince lui, anche perché fa canestro con una continuità devastante, indipendentemente dalla difesa, generalmente molto buona, su di lui. Di nuovo, chapeau.
Grigonis 6: per gran parte della partita, quello che fa in campo – e che gli lasciano fare – ha poco a che vedere con il basket. La difesa di Belinelli è sempre al limite, quasi sempre oltre, ma efficace. Si distingue in azioni cattive e gratuite. Poi prende un rimbalzo in attacco fondamentale, e contribuisce a vincerla.
Papapetrou s.v.
Hernangomez 5: gioca pochissimo, e si fatica a capire perché dovrebbe giocare di più.
Balcerovsky n.e.
Mitoglou 6.5: alterna cose buone ed errori in attacco, a rimbalzo si fa sentire invece parecchio, anche se perde il confronto diretto con Shengelia.
Lessort 6.5: la Virtus lo soffre moltissimo soprattutto a rimbalzo d’attacco. Contro Zizic fa più fatica lui. Fondamentale l’inesauribile lavoro come bloccante in attacco, che consente di prendere vantaggi costanti ai piccoli in verde.
Antetokounmpo 6: minuti di intensità e presenza a rimbalzo.
Virtus Segafredo Bologna
Lundberg 5.5: alterna buone iniziative a letture decisamente poco efficaci, tra le quali, purtroppo, le ultime tre. Per il resto attacca e stacca la spina del suo attacco. Avere la palla in mano, decisamente, non è il suo mestiere.
Belinelli 7.5: come spesso accade è il motivo per cui la Virtus va molto vicina a vincerla. Partita offensiva da grande campione, non sbaglia una scelta, fa canestro sempre quando serve. Purtroppo il fallo sul rimbalzo d’attacco di Grigonis è decisivo.
Pajola 7.5: la squadra con lui gioca bene, dietro mette una pressione pazzesca sui campioni avversari che riesce a limitare, nonostante il pazzesco talento. 7 assist e 6 rimbalzi, partita totale.
Dobric 7: ottimo inizio, aggressivo al ferro, efficace in difesa anche su avversari più piccoli e veloci di lui. Sta entrando in forma, si vede quanto è mancato alla Virtus.
Hackett 6: al rientro, non brillante fisicamente, mette la consueta energia e la leadership che è mancata nelle giornate di assenza.
Lomazs n.e.
Shengelia 7.5: fa una serie di canestri incredibili, lavora tanto a rimbalzo anche se il tabellino non lo premia del tutto. Grande lavoro su Mitoglou, che non fa mai entrare davvero in partita.
Mickey 5: passaggio anonimo nel primo tempo, entra nel secondo facendo subito una bella cosa in attacco ma è un fuoco di paglia. Le tre perse in meno di 9 minuti sono lo specchio della sua partita.
Polonara s.v.
Zizic 6: probabilmente il centro più efficace contro Lessort, non grandi numeri ma una presenza positiva a rimbalzo, anche se non riesce a fare canestro come potrebbe.
Dunston 6: fatica tanto contro Lessort ma è bravissimo a prendergli le misure dopo le prime azioni. Si fa trovare bene in attacco per gli scarichi dei compagni.
Abass 6: buon impatto quando entra nel secondo quarto, non viene riproposto.
