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Nutribullet Treviso, sconfitta che lascia segnali: Milano passa, ma la salvezza è ancora lì

Mancano solo due punti in classifica, ma questa volta non si può dire che la Nutribullet Treviso non abbia lottato dall’inizio alla fine. Contro una Milano tradizionalmente abituata a banchettare contro i biancocelesti, al Palaverde va in scena una partita vera, intensa, fisica, decisa come spesso accade in pallacanestro dai dettagli.

Dettagli che, purtroppo per TVB, sorridono ancora all’Olimpia. Eppure, rispetto a precedenti uscite arrendevoli, il cambio di atteggiamento è evidente e tangibile.

I dettagli che fanno la differenza: Radosevic e quella tripla mancata

Cosa manca all’appello? In sintesi, un Leon Radosevic almeno discreto e una tripla di Abdur-Rahkman, come riporta La Tribuna di Treviso.
I numeri del lungo croato parlano chiaro: 3 punti, 3 rimbalzi in 29 minuti, con un -7 di plus/minus e -3 di valutazione, troppo poco per incidere contro una squadra di Eurolega.

Il momento chiave arriva al 38’, sul -2 (67-69). Il Palaverde trattiene il fiato quando Abdur-Rahkman, fino a quel momento caldo, si alza per una tripla comoda, libera, in ritmo. È il tiro che può cambiare tutto.

Il sogno si ferma sul ferro, Milano è spietata

Dopo tante serate difficili, Mars appare finalmente acceso e le speranze di far esplodere il pubblico ci sono tutte. Ma lo sport, a volte, è crudele proprio quando sembra pronto a regalare un lieto fine.

La conclusione della guardia si infrange sul ferro laterale sinistro. Da lì in poi Milano non perdona: Ellis colpisce due volte, poi LeDay piazza la tripla della staffa a mezzo minuto dalla sirena, chiudendo definitivamente i conti.

Una prestazione di carattere da cui ripartire

Il retrogusto amaro non cancella però una prestazione di carattere, ed è proprio da qui che Treviso deve ripartire.
Prima ancora che da aspetti tattici e tecnici, dalla reazione morale e agonistica mostrata da molti protagonisti.

Positivo l’apporto difensivo di Miaschi e di capitan Chillo, con il primo prezioso anche in attacco e visibilmente rigenerato dopo il difficile gennaio vissuto da spettatore non pagante.

Cappelletti dà ordine: il regista che mancava

La nota più luminosa è senza dubbio Alessandro Cappelletti. È lui il vero regista che mancava alla Nutribullet: lucido, ordinato, capace non solo di spingere la transizione ma anche di far girare la squadra a difesa schierata.

Un profilo diverso dal solito Weber, spesso più egoista nelle scelte. E la differenza, soprattutto nei momenti di controllo, si vede.

Dal -11 alla partita riaperta: Treviso non crolla

Restano ombre, su tutte un Radosevic in debito d’ossigeno, che necessita quanto prima di un’alternativa credibile nel ruolo. In attesa del mercato, però, fa sorridere il linguaggio agonistico di una squadra che risale dal -11 e impegna fino all’ultimo una corazzata da Eurolega.

Sul 38-49, quando ci si aspetterebbe il solito tracollo, arriva la svolta: l’antisportivo ingenuo di Shields su Abdur-Rahkman riaccende Treviso. Liberi, penetrazioni, l’unica tripla di Radosevic e in pochi minuti è 47-51, gara completamente riaperta.

Rotazioni corte e rimpianti finali

Con rotazioni ridotte a otto uomini, TVB fa comunque il possibile. E l’ultimo quarto racconta di una squadra sempre lì, capace per due volte di sfiorare il -1, fermata dai liberi falliti da Miaschi e Pinkins, sanguinosi col senno di poi.

Pesano anche un paio di episodi arbitrali, su tutti una chiara stoppata irregolare su Weber non sanzionata. Ma Treviso resta in partita, fino alla fine.

Ora la pausa e poi la volata salvezza

A prescindere dal risultato, la sconfitta è quasi indolore. Ora si apre un periodo particolare: quasi un mese di pausa, utile per allenarsi, recuperare energie e lavorare sugli automatismi.

La salvezza è alla portata, con Cantù distante appena due punti. Le premesse ci sono tutte. Serviranno lucidità, determinazione e cattiveria agonistica quando necessario.
A cominciare dal derby dell’8 marzo, che dirà molto sul futuro della Nutribullet.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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