L’Olimpia Milano si presenta all’appuntamento europeo con il Maccabi Tel Aviv con qualche crepa da sistemare. La sfida si gioca a Belgrado, palla a due alle 18, e per i meneghini ha già il sapore di un esame.
Il Maccabi arriva alla partita dopo tre sconfitte consecutive in Europa, contro Asvel, Besiktas e Panathinaikos: i gialloblù cercano disperatamente il primo sorriso continentale. Milano, dal canto suo, conta una vittoria e una sconfitta nella competizione, ma il momento non è dei più sereni.
La sconfitta di Verona pesa più del risultato
Nell’ambiente milanese, il ko di venerdì scorso contro il Baskonia viene archiviato come un incidente di percorso. Più difficile da digerire è quello di lunedì sera contro Verona: sconfitta sulla sirena per 75-72 contro una neopromossa che ha giocato senza pressioni, con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere. Milano è rimasta agganciata fino alla fine, ma quello che ha lasciato sul campo — secondo coach Peppe Poeta — va oltre il punteggio. È una questione di atteggiamento.
Nel finale di partita c’è stato anche un battibecco con Alec Peters dopo un errore sulla rimessa che ha consegnato il vantaggio agli scaligeri. Un episodio che racconta meglio di qualsiasi statistica la tensione di un gruppo ancora in costruzione.
«Mi prendo tutte le responsabilità di costruire una squadra nuova.»
Così Poeta dopo la partita di Verona. Un’assunzione di responsabilità netta, che però non esclude la necessità di una svolta immediata:
«Siamo nuovi ma non può essere più una giustificazione: stasera dobbiamo ritrovare l’entusiasmo smarrito nelle ultime due gare e giocare insieme, con ritmo, contro una squadra motivata e di talento.»
Un calendario che non perdona
Il problema, come scrive La Repubblica, è che il tempo per aggiustare le cose è pochissimo. Dopo il Maccabi, domenica arriva una Treviso in grande forma. Martedì 13 toccherà al Real Madrid, giovedì 15 di nuovo in Eurolega contro Dubai, e il ciclo si chiuderà domenica 18 ottobre a Napoli. Un tour de force che non lascia margini di errore né spazio per gli esperimenti:
«Dobbiamo sistemare tante cose, ma dobbiamo farlo in fretta.»
La direzione è chiara. Ora serve che le parole trovino riscontro sul parquet.





