Da Lautaro Martinez a Leandro Bolmaro: in questa stagione Milano è a un passo dal festeggiare il secondo scudetto della città, e come per l’Inter nel calcio, l’anima della squadra porta un passaporto argentino. Stesso numero di maglia, il 10, stessa capacità di trascinare i compagni nei momenti che contano.
Bolmaro è stato il grande protagonista di gara 2 della serie scudetto. Non parte dal primo minuto, ma quando mette piede sul parquet — a 4’32” dalla sirena del primo quarto — cambia immediatamente il ritmo della partita. Leader emotivo prima ancora che tecnico, si dimostra energico in difesa anche quando si trova a fronteggiare avversari fisicamente più imponenti, preciso nel tiro dalla media distanza con un notevole 8/10 dal campo e generoso nel servire i compagni: per lui 4 assist in gara 2, uno in più rispetto ai 3 della prima partita della serie. Ecco le parole di Bolmaro raccolte da La Gazzetta dello Sport:
«Dopo la fine della regular season di Eurolega abbiamo lavorato tanto e bene. Ora abbiamo un piano preciso, giochiamo sempre gli stessi e i compiti non cambiano. Entrando a partita in corso riesco ad avere un quadro più chiaro di quello che sta succedendo in campo. Non resto seduto a rilassarmi: osservo gli avversari, studio le situazioni e quando entro cerco di aiutare la squadra nel modo più efficace possibile.»
Leandro Bolmaro: la mossa di Poeta e il paragone storico
È stato Peppe Poeta ad avergli cucito addosso il ruolo di sesto uomo nella seconda parte di stagione, trasformando quello che in NBA — tra Utah Jazz e Minnesota Timberwolves — era rimasto un comprimario, nel giocatore capace di accendere la squadra dalla panchina. Un impatto che nella storia del club milanese richiama alla memoria Franco Boselli, punto di riferimento dell’Olimpia per oltre un decennio a partire dal 1975.
La crescita collettiva del gruppo
La crescita di Bolmaro si inserisce in un contesto di squadra che ha alzato sensibilmente il proprio livello di gioco. I 27 assist collettivi di gara 2 — dato quasi identico ai 28 della prima partita — raccontano di un gruppo che condivide il pallone e ragiona insieme sul parquet.
«Tutta la squadra mette in campo tanta energia, intensità, e il pubblico del Forum ha il pregio di spingerci.»
Martedì arriverà la prima occasione concreta per chiudere la serie. Per Bolmaro significherebbe qualcosa di straordinario: il terzo titolo nazionale in tre paesi diversi, dopo lo scudetto spagnolo conquistato con il Barcellona nel 2021 e quello tedesco con il Bayern nel 2024. Il nativo di Las Varillas si presenta all’appuntamento con la mentalità giusta:
«In gara 3 ci vorrà la stessa mentalità.»
