Ora proviamo a fermarci e settare la memoria nei giusti momenti. Ettore Messina ha messo l’accento ieri sera sulla vittoria che ha cambiato la stagione e l’auto-percezione dell’Olimpia: l’andata con il Real Madrid. Inizio disastroso, roster corto, si fa male Delaney e parte un’incredibile rimonta per una vittoria che nessuno (vi sfido a dire il contrario) avrebbe pronosticato al crack della caviglia di Malcolm. Ripensiamo al ritorno con il Real, la vittoria, le difficoltà della neve e un mese totalmente assurdo per prestazioni e doppievù in serie. Torniamo al dominio imposto a Mosca contro sì una versione non esaltante del CSKA, ma pur sempre ancora il CSKA con James che anche all’andata andò a un libero di Hines dal soccombere al Forum. Le vittorie di Tel Aviv, la doppietta d’Istanbul e tanti altri referti buoni che hanno portato a giocare ieri sera con la leggerezza di chi sapeva già da una settimana di essere ai playoff e che ha centrato l’obiettivo per cui era stata creata: finire tra le prime 4-5 d’Europa. Non era pensabile, anche in una stagione così folle, potersi accontentare di una qualificazione risicata da ottavo posto (anche se la follia dei tie breaker poteva essere diversa), perché questo roster è stato costruito per vincere o perlomeno per lottare oggi e al massimo domani. Lo spettro temporale di questo gruppo è intorno ai due anni, forse tre, ma di certo non di più e aspettare potrebbe essere letale.
È stata una stagione di Eurolega stupenda, ha fatto vivere tante emozioni, vedere tantissimo bel basket e tante vittorie. Noi lo abbiamo seguito con tutti voi commentando nel nostro appuntamento fisso post partita con la video chat su Twitch per raccogliere tutte le emozioni e i sentimenti a caldo a fine partita. Continueremo a farlo perché ora viene il bello, ma purtroppo una cosa davvero brutta e spiacevole c’è: il fatto che il Forum di Assago è stato e sarà sempre vuoto, senza le vibrazioni del pubblico, il delirio per le grandi vittorie e anche l’amarezza e il silenzio dettate da una brutta sconfitta (e non da una pandemia). Se la memoria dell’uomo tende a ricordare i momenti brutti, questo ve lo concediamo, perché pensare a questa splendida stagione e non poterci essere stati per viverla a dovere rimarrà un neo e una mancanza che, seppur non sia colpa di nessuno, ci fa e farà male per un pò.





