Vittoria di prestigio dell’Olimpia Milano che batte il Real Madrid 81-76. Primo tempo perfetto, secondo tempo che la vede vacillare come spesso le è accaduto di recente, riuscendo però a portare a casa la vittoria, guidata dal duo Shields-Mirotic. Il Real, parso in una fase di stanca della stagione, si sveglia troppo tardi rimontando dal -19 ma non riuscendo mai a impattare la partita. Deck, Hezonja e Musa non bastano alle merengues per vincere al Forum.
Il parziale offensivo di Milano
L’Olimpia spacca in due la partita a cavallo del primo e del secondo quarto, cavalcando le doti balistiche di Mirotic e il maggiore ritmo offensivo generato da un migliore ingresso nei giochi da parte di Lo. Nei primissimi minuti l’attacco di Milano aveva prodotto buone cose, ma più per meriti di Shields che per la qualità dei tiri creati.
L’uomo che ruba l’occhio è il montenegrino ma il giocatore chiave è il play tedesco che cambia totalmente il timing dei pick and roll dell’Olimpia. Lo staff biancorosso gli chiede di punire l’accoppiamento con Rodriguez, giocando contro la scelta di Real di fare drop e di mandare dentro. Su questa situazione Milano costruisce tanto del suo attacco, arrivando spesso a punire i piedi lenti di Yabusele e Poirier.
Il resto è nella capacità di punire di Mirotic le uscite molto pigre di Yabusele e Deck. Nelle situazioni di pick and pop la difesa del Real ha sempre ruotato con mezzo secondo di ritardo dopo il blocco, un po’ per non concedere un accoppiamento favorevole lungo-piccolo, un po’ per difetti di esecuzione.
Il parziale difensivo di Milano
Il parziale che indirizza la partita, oltre che per le ottime prove di Mirotic e Lo, passa anche da una grande difesa che toglie molte delle ricezioni a centro area che il Real è solito utilizzare. Fin dai primi minuti Milano è parsa molto attenta sulle situazioni che coinvolgevano Tavares e Porier, ma da questa buona difesa l’Olimpia ha insolitamente sfruttato la transizione arrivando a prendere molto ritmo in attacco.
La scelta di Milano è quella di fare contenimento sui pick and roll centrale allo scopo di intasare l’area e togliere le ricezioni delle torri blancos. Difensore del bloccante in drop quando è Hines e Edge quando è Melli, difensore del palleggiatore che passa sopra il blocco e manda dentro e bump dell’uomo di lato debole per ostacolare la rollata.
L’ingresso del secondo quintetto con la prima linea difensiva formata da Lo, Hall e McGruder ha permesso a Milano di eseguire questa scelta nel miglior modo possibile. Il Real fatica a leggere questa difesa, regalando diversi palloni e alimentando la transizione di Milano.
Sponde e spot-up
A livello di Eurolega pochissime squadre hanno la capacità di produrre offensivamente così tante soluzioni offensive dal pick and roll come il Real. La pressione al ferro delle sue torri, la capacità di avere tiratori e trattatori di palla sulle sponde come Hezonja e Musa, il livello degli handler, rendono il pick and roll del Madrid difficile da contenere quando entra velocemente nei giochi e ha un punto debole da attaccare.
Nel secondo tempo il Real rientra grazie alla produzione offensiva dal pick and roll con 1,059 ppp e dalle situazioni di spot-up generate proprio da questo aspetto con 1,571 ppp.
Nell’intervallo il bump molto aggressivo di Milano è stato sicuramente oggetto di valutazione da parte di Chus Mateo e del suo staff, tanto da spingere il Real a sfruttare molto bene questa situazione nei secondi venti minuti.
Milano difende aggressiva sul pick and roll con Melli (difesa edge) e continua a staccare un uomo dal lato debole per tagliare la corsa di Tavares, il Real risponde con la qualità dei suoi handler e la loro capacità di pescare la sponda del pick and roll che inevitabilmente si libera dopo questa scelta. Palleggiatore che esce dal pick, scarico per il terzo uomo di pick and roll e tiro aperto.
Se quei tiri sono presi da Musa, Hezonja e Deck allora diventa davvero dura difendere contro i blancos e come spesso accade a questo livello, conta più come fai le cose rispetto a cosa fai. E quando il Real esegue eseguono non hanno pari in questo continente, anche per una difesa molto competente come quella dell’Olimpia.
Sponde e spot-up difensivo
Un altro motivo per cui il Real rientra nel secondo tempo è una migliore esecuzione difensiva contro le scelte dell’Olimpia. Il rientro di Tavares ha permesso al Real di avere il suo solito totem difensivo al centro dei pick and roll. Il suo lavoro in drop è tale da essere comunque aggressivo anche sulle difese di contenimento e ha permesso a difensori sospetti come Llull e Rodriguez di non essere più attaccabili dal giocatore con la palla.
Inoltre, al solito Tavares, si è unito l’ottimo lavoro di piedi di Hezonja, Musa e Deck nel contenere le sponde. L’Olimpia ha provato a sfruttare molto il ribaltamento di lato per attaccare il ferro e generare tiri aperti ma il miglioramento difensivo dei giocatori sopra citati ha permesso di contenere meglio le incursioni al ferro degli esterni di Milano. Contenimento dell’1 vs 1 e direzionare l’attaccante verso l’aiuto a centro area.
Il Real aveva le idee chiare fin da subito sul da farsi, la differenza è stata nell’esecuzione della stessa: l’Olimpia ha chiuso con 1,067 ppp il primo tempo, 0,780 ppp il secondo. Letture semplice, banale ma che alla fine arriva al nocciolo della questione.
