12- FC Bayern München
Una sconfitta che serve a proseguire il percorso di crescita del nuovo Bayern. Contro una squadra attrezzata e profonda come il Fenerbahçe, giocare alla pari per 20 minuti è una buona notizia per coach Laso. Il problema arriva quando, nel terzo periodo, l’attacco bavarese s’inceppa segnando appena 9 punti. Purtroppo questi cali si pagano, e cari.
11- Partizan
Immaginiamo le grida che saranno uscite negli spogliatoi da parte di coach Obradovic. Certo, un derby vinto può dare una scossa emotiva, ma doverlo vincere due volte è un aspetto che sicuramente non andrà giù al coach serbo. Squadra che è parsa ancora in cerca di una sua identità, che dovrà fare a meno di Punter per almeno due settimane. Certo, il Punter visto sinora non è una grave perdita, ma viene a mancare un leader offensivo.
10- Panathinaikos
Prestazione che, leggendo il risultato, pare convincente. Se entriamo nel dettaglio, il modesto +4 dopo 30 minuti contro una squadra in disarmo è allarmante. Ovviamente alla lunga la partita è andata verso loro, ma così non si va lontano, nonostante le prove maiuscole del duo Lessort-Mitoglou. E coach Ataman chiede altri due rinforzi.
9- Maccabi Playtika Tel Aviv
Montagne russe a non finire per gli israeliani, che passano da prestazioni convincenti a cadute rumorose. Nel Principato è andata in scena la versione peggiore dei gialli d’Israele. E pensare che solo 4 mesi fa questa fu una serie molto equilibrata che valeva un biglietto per le finali di Kaunas. Annichiliti è la parola più corretta. 30 minuti di autentico calvario in cui James e compagni hanno fatto quello che volevano. Il recupero di martedì a Milano diventa già gara spartiacque.
8- Zalgiris Kaunas
Brutto scivolone per la formazione di Kaunas. Fa specie vederli perdere così nettamente in casa, solitamente un fortino per la squadra di Maksvytis. Preoccupante l’approccio difensivo, che consente al Valencia di andare alla pausa lunga con 52 punti e +22 a tabellone. Pagata a caro prezzo una serataccia al tiro da fuori: appena il 25% dalla lunga distanza.
7- Olympiacos
La difesa messa in campo da coach Bartzokas ha letteralmente stritolato l’attacco dell’Efes, tenuto alla misera quota di 57 punti segnati. Per avere agevolmente la meglio, è bastata una piccola accelerata nella terza frazione di gioco, poi sono entrati in modalità controllo della gara. Potrebbe essere questo il nuovo volto dei greci?
