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Home Esclusive GamePlan

Olimpia-Trento: l’Aquila non c’è e Milano passa | Final Eight GamePlan

Stefano by Stefano
29 Feb 2024
in GamePlan, Lega Basket, Olimpia Milano
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Olimpia
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Largo successo dell’Olimpia Milano ai danni dell’Aquila Trento nella partita che apre le Final Eight di Coppa Italia 2024. Gli uomini di Messina si impongono per 80-57 sulla squadra di Galbiati. Dopo un primo quarto equilibrato, i biancorossi rifilano un 19-6 agli avversari e chiudono la contesa. Nel secondo tempo Milano tocca anche il +28 ma è sostanzialmente accademia dal 20′ in poi.

Forza d’urto

L’avvio offensivo di Milano non è di certo scintillante e il suo pick and roll tende a non generare grossi vantaggi. Trento si dimostra pronta nei primi secondi e l’Olimpia è costretta a fare ricorso alla sua arma in più rispetto agli avversari: la taglia fisica. 

Nel primo quarto i biancorossi producono 0,8 ppp dalle situazioni di post-up, sfruttando i numerosi mismatch che la difesa avversaria è costretta a concedere, sia per evidente differenza fisica, sia per una certa inefficacia a livello di transizione difensiva.

Trento decide di essere aggressiva sul pick and roll, facendo hedge sui palleggiatori e addirittura cambiando quando è Shields è a condurre l’azione. I lunghi Olimpia giocano benissimo contro questa scelta forzando il cambio e andando a prendere posizione contro esterni più piccoli. Melli, Voigtmann, Mirotic e Hall perfetti nel generare da questa situazione.

Momento Alviti

Se nel primo quarto Trento dall’idea di poter competere nella partita è grazie all’ottimo impatto di uno degli ex di giornata. I 9 punti in un lampo di Alviti tolgono dalle secche offensive la sua squadra in difficoltà contro la difesa dell’Olimpia. 

La difesa dell’Aquila, almeno nei primi minuti, riesce a mettere un freno all’attacco di Milano a difesa schierata, forzando tiri sbilanciati e sfruttando la transizione (tutte cose che probabilmente erano nel GamePlan di Galbiati). Da questa situazioni nascono le situazioni offensive che l’ex-Trieste ama di più: tripla in transizione e tripla su riaperture da rimbalzo d’attacco.

La terza e ultima tripla messa a segno è figlia di un accoppiamento favorevole (Bortolani e la sua difficoltà a difendere lontano dalla palla quando viene messe in mezzo ai blocchi). Situazione di pick and roll con blocco pin down sullo sviluppo dell’azione, Bortolani taglia l’uscita per anticipare e Alviti si riposizione in guardia per giocare contro la scelta dell’avversario.

Tutte cose che avrebbero potuto essere sfruttate a dover se l’attacco di Trento avesse avuto ben altra consistenza nel corso della partita. la serata delle point guard e di Grazulis ha impedito all’ex di giornata di continuare nella sua serata.

Difesa e transizione

Nel secondo quarto ci sono due dati numerici che saltano subito all’occhio: 1,8 ppp in transizione dell’Olimpia  e i 0.3 ppp di Trento in attacco. Numeri che riassumono molto bene il parziale di 19-6 che chiude la contesa nel secondo quarto: difesa e transizione offensiva generata da quest’ultima.

La scelta di Messina è quella di mandare Hall sulle piste di Hubb e Shields sulle piste di Baldwin. E sui pick and roll si fa difesa hedge (show aggressivo con tutti i lunghi che non sono Voigtmann) per allargare la corsa del palleggiatore e costringere a scaricare il pallone, con la variante di staccare l’uomo in angolo quando il blocco è portato da Grazulis per togliere il movimento di pop. E nei secondi finali si accetta il cambio sfruttando la mobilità laterale di Melli e Hines.

Da questa situazione Trento fatica a leggere la difesa finendo spesso con tiri senza ritmo e non riuscendo mai coinvolgere le sponde con sufficiente ritmo. E dai tiri forzati nascono le transizioni Olimpia. La squadra trentina non brilla di suo alla voce “contenimento della transizione” e su questo aspetto Milano colpisce fortissimo scavando il solco che manda i titoli di coda.

Eppure le idee non erano male

In avvio Trento ha proposto buone sequenze difensive contro i pick and roll di Milano. In linea con le scelte di illustri colleghi, Galbiati opta per le marcature Forray-Shields e Hubb-Napier. Concedere qualcosa al danese ma mettere un difensore più alto contro Napier, seguendo le difficoltà che altri allenatori in Eurolega hanno creato al play dell’Olimpia con questa scelta.

Contro Shields e i suoi pick and roll la scelta è quella di fare hedge sul primo, blocco costringendolo a pensare quel mezzo secondo in più dopo aver girato l’angolo e di fare contenimento sul re-pick, passando sopra il blocco e mandandolo dentro contro l’aiuto. Su Napier si gioca in primis per negare la ricezione costringendolo a battagliare contro un corpo più grosso e poi mandandolo dentro contro l’aiuto, dopo aver provato a fare show aggressivo per costringerlo a scaricare.

Da queste situazioni Trento genera quelle difese che hanno dato una parvenza di transizione che gli permette di chiudere a -3 il primo quarto. Il parziale del secondo quarto di Milano mandano all’aria un piano partita che sembrava molto centrato.

A rimbalzo

Il buon avvio di Trento viene però vanificato dalla forza bruta di Milano, sia per quanto abbiamo già detto alla voce post-up, sia per l’onda d’urto che la squadra di Messina è in grado di esercitare nei pressi del ferro.

Partendo come al solito dai numeri, l’Olimpia ha generato 1,4 ppp da rimbalzo offensivo. Anche facendo un calcolo spannometrico, possiamo notare come le otto carambole catturate dagli uomini di Messina hanno permesso di lucrare molti punti su accoppiamenti d’emergenza e pressione al ferro.

Trento in diverse situazioni ha forzato tiri difficili, ma il lavoro al ferro dei giocatori di Milano ha permesso loro di punire sulla riapertura gli accoppiamenti in emergenza. Hall e Shields lesti nello sfruttare il close out da questa situazione. Oltre al grande lavoro a rimbalzo di Voigtmann che chiude con 5/6 da 2.

 

Tags: Aquila TrentoGamePlanOlimpia Milanoolimpia-aquila
Stefano

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