Il derby d’Italia tra Olimpia Milano e Virtus Bologna è stato vinto dai biancorossi non senza qualche brivido. Fondamentale per l’EA7 la prova del senatore Causeur, mentre le Vu Nere continuano a raccogliere segnali preoccupanti e si trovano ultimi in classifica. Come nostra consuetudine, il giorno dopo il match parliamo non solo di tattica ma anche di episodi arbitrali, andando ad analizzare le chiamate (presenti o mancate) più discutibili della terna. Nessun episodio eclatante di cui parlare, fortunatamente, ma tante revisioni degli arbitri all’IRS che hanno creato confusione in campo e spezzato il ritmo gara. Parliamone con Silvio Corrias, che vi invitiamo a seguire anche sul suo portale WeRef.
Secondo quarto, 00:39.4 sul cronometro
Il gioco dopo time-out riprende con due liberi per Clyburn: realizzati!La rimessa è per Milano con 00:39.4 e 24″ sullo shotclock. Mirotic rimette verso Bolmaro ed entrambi i cronometri partono simultaneamente, ovvero quando la palla tocca o è toccata dal primo giocatore in campo. Bolmaro passa la linea centrale con 00:34.4 e 19″, ne sono passati 5″ su entrambi i cronometri. Quando la palla arriva a Bolmaro sul cronometro ci sono 00:30.2 e 14″, qui sembrerebbe che il cronometro si fermi per un attimo e poi riparta. Sul taglio alto di Mirotic, Belosevic fischia un fallo di Akele con 00:29.8 e 14″ sullo shotclock.
Prima della ripresa del gioco gli arbitri sono richiamati al tavolo. La mimica degli ufficiali di campo sembrerebbe evidenziare lo stop del cronometro – si guarda sulla time machine collegata quali siano stati gli ultimi stop del cronometro – e si suggerisce un controllo dell’IRS per risistemare il tutto.
Le cose sono impercettibili ma ci sono: una piccola pausa (stop) del cronometro a 00:30.2 e forse anche che il cronometro di gara si fermi un attimo dopo il fischio: lo stop dovrebbe essere simultaneo! Dopo infinite review (ormai troppe su tutti i campi) si decide per il reset del cronometro, che prima viene messo a 00:30 poi a 00:28. Si potrebbe speculare su qualche decimo in più: non sembrerebbe passato 1.4″ nei due momenti in cui il cornetto di gara ha fatto le bizze. Tuttavia, essendo il secondo quarto la partita può “assorbire” quei pochi decimi.
Secondo quarto, 00:28 sul cronometro
Alla ripresa del gioco viene sanzionato un fallo di Tucker, che non tocca Bolmaro. L’arbitro guida fischia fallo di Akele, sicuramente contatto falloso, su Bolmaro. L’arbitro centro, ignorando tutti, si gira e segnala fallo del 59 “che scarica la palla”, ma ci saranno comunque due tiri perché Virtus ha esaurito le penalità di squadra.
Prima dell’amministrazione dei tiri liberi suona il buzzer del tavolo per un cambio Virtus: Akele esce ed entra Belinelli, ma il tavolo richiama gli arbitri per segnalare qualcosa sul cambio, che non può essere concesso! Onestamente capirne la ragione è difficilissimo. Dal labiale sembrerebbe “wasn’t a player o wasn’t that player”. Dopo un altro conciliabolo viene corretto il numero del giocatore che ha commesso fallo: 45 Akele! Tolto il fallo a Tucker e finalmente fatta la sostituzione di Akele con Beli: altri 4 di stop circa!
Il tavolo ha richiamato gli arbitri per capire se il fallo fosse di Tucker o Akele, (ecco il wasn’t that player del tavolo) cosa non capita anche dalla panchina Virtus, che voleva lumi maggiori per la sostituzione. Banchi chiedeva il challenge per individuare l’autore del fallo (cosa non prevista dal protocollo) una volta corretto il 59 Tucker con il 45 Akele, Banchi si è calmato e la sostituzione ha avuto luogo regolarmente. Ovviamente una correzione del giocatore che ha commesso fallo potrebbe comportare anche una diversa sostituzione o rinuncia alla stessa.
