Lo Zalgiris Kaunas si impone al forum contro l’Olimpia per 70-83, dopo una partita che controlla fin dalla palla a due. La grande prestazione del trio Evans-Smits-Ulanovas piega la resistenza degli uomini di Messina, i quali hanno risposte da Hall, Shields e Mirotic ma che nel complesso forniscono una prestazione tattica molto piatta e senza grossi scossoni nel corso della serata.
Come ti tolgo il post
Lo Zalgiris arriva al forum con una idea difensiva molto chiara: togliere il post-up al quintetto big di Milano. La conformazione con le tre torri di Messina ha principalmente le soluzioni spalle a canestro per generare vantaggi e su questo Maksvytis decide di iniziare a impostare la partita.
L’Olimpia, in questa specifica situazione tecnica, produce 1 ppp, mentre la difesa lituana è riuscita ad abbassare questo dato fino a 0,8 ppp. Ma nello specifico come ha fatto ? Parte tutto dall’ottimo lavoro di Hayes su Mirotic.
Il giocatore biancoverde è partito fin da subito con il ruolo di agente speciale del montenegrino e con l’ordine di mettere sempre e comunque il corpo sulle ricezioni che sarebbero dovute nascere dalle situazioni di flex offense di Milano.
Sulle situazioni di 1 vs 1 la scelta è quello di chiudere il centro e farlo girare verso il fondo, in modo da togliere l’angolo per il tabellone e non richiedere aiuti dal lato debole. Lavoro che esegue in maniera impeccabile visto che Mirotic non prende mai un vantaggio da questa situazione.
E sulle situazioni in cui la stella dell’Olimpia non era ancora in possesso del pallone difesa di 3/4 per togliere il passaggio e costringere a un lob lento e prevedibile. Togliere sempre e comunque l’ex-Barcellona dalla sua comfort zone in post-up.
Il resto della squadra che ha dovuto battagliare con mismatch fisici, in particolare con Voigtmann, Melli e Hines aveva sempre l’idea di base di mandare l’avversario verso il fondo e far scattare il raddoppio dal lato debole con l’uomo del tiratore in angolo. Scelta precisa dello staff lituano di concedere le triple in angolo ma togliere spazio e linee di passaggio dal post-up. Missione riuscita.
Pick and roll in salsa baltica
Uno degli aspetti che ha contribuito alla vittoria dello Zalgiris è stata la qualità del pick and roll e la capacità di sfruttare lo stesso come specchietto per le allodole, andando poi a colpire il vero punto debole del quintetto big: l’accoppiamento Mirotic-Ulanovas.
Partendo dai numeri, possiamo notare come la squadra ospite ha prodotto 1,222 ppp dalle situazioni di pick and roll. Un numero buono, non stratosferico, ma che racconta anche di una certa facilità nell’arrivare al ferro.
All’inizio di Olimpia-Zalgiris Tonut è costretto a prendere in consegna Evans, Lo su Butkevicius e Mirotic su Ulanovas, Voigtmann su Hayes e Melli su Smits. Solito quintetto con mobilità ridotta e che prova a occupare più spazio possibile.
Nonostante la mobilità non eccelsa del suo quintetto, Messina opta per uno show forte dei suoi lunghi contro i pick and roll di Evans con a turno Voigtmann e Mirotic che fanno contenimento sul rollante e recuperano sul proprio uomo dopo la rotazione del compagno.
Lo Zalgiris decide di giocare proprio contro questa scelta usando la pericolosità di Evans come trappola per muovere la difesa. Pick and roll, scelta difensiva sopra descritta e sul primo o secondo gioco a due ribaltamento sulla sponda (Ulanovas) che attacca dal palleggio il recupero di uno tra Voigtmann e Mirotic. Letture semplice ma che ha creato enormi problemi alla difesa dell’Olimpia.
Nel secondo tempo Messina prova a cambiare le carte in tavola, senza però abbandonare il quintetto big, mandando Melli e Hines a raddoppiare sulle ricezioni di Ulanovas per togliere l’1 vs1. Risultato: ribaltamento in angolo per le triple aperte di Smits che conferma le sue ottime doti balistiche.
Lo Zalgiris è la migliore squadra al tiro da fuori della competizione e ha usato questa sua arma per spaziare il pick and roll, punire l’accoppiamento favorevole e punire gli aggiustamenti successivi.
Come ti difendo il pick and roll
Le ultime uscite milanesi erano state caratterizzate da una buona produzione offensiva dal pick and roll e da una piccola crescita di alcuni esterni a partire da Lo e Hall. La difesa dello Zalgiris ha dovuto mettere al centro del suo piano partita il lavoro sui i giochi a due dell’Olimpia per non finire nel tritacarne come successo a Efes e Stella Rossa.
Nonostante la squadra lituana non sia tra le migliori difese se parametrata su 100 possessi, ha comunque una caratteristiche ha fatto molto male agli esterni di Milano: la capacità degli esterni di passare sopra il blocco.
Maksvytis chiede ai suoi di eseguire sempre uno show forte per allungare la corsa dei palleggiatori di Milano e per metterli di fronte alle loro difficoltà nel girare l’angolo sul pick and roll, togliendo la luce sia per un comodo palleggio-arresto-tiro che per una comoda visione delle sponde e dei rollanti.
Il dato numerico dice che in Olimpia-Zalgiris Milano ha prodotto 0,969 ppp per possesso dalle situazioni di pick and roll, numeri nemmeno malvagi, ma fortemente influenzati dai 2 ppp di Shavon Shields. Il resto dei compagni di reparto si è fermato a 0,5 ppp nel caso di Lo e 0,75 ppp nel caso di Hall.
In soldoni, lo Zalgiris ha scelto di mettere grande pressione sulla palla a una batteria di esterni che fatica molto palla in mano. Nonostante le rotazioni sulle sponde non fossero ottimali, lo staff lituano ha potuto accettare questo deficit per via dei passaggi molto lenti di uscita dal pick and roll di Milano.
Giocare contro le debolezze del tuo avversario per girarle a tuo favore: detto-fatto.
Le piccole cose
Nonostante tutti gli accorgimenti, la vittoria dello Zalgiris non sarebbe stata possibile senza le piccole-grandi cose che i suoi giocatori di riferimento hanno realizzato nel momento decisivo della sfida.
Ancora una volta i lituani si sono rivelati un bruttissimo cliente per i finali in volata, ricacciando sempre indietro Milano ogni qual volta la partita sembra girare verso i padroni di casa. A partire dagli isolamenti di Evans (letale con 19 punti), per passare dalla pressione al ferro messa da Ulanovas e per finire dalla capacità chirurgica di punire dall’arco di Smits.
Tutti piccoli tasselli che hanno inciso fortemente sull’esito della partita.
