Secondo match di giornata valido per i quarti di finale delle Olimpiadi di Parigi 2024 è quello che va in scena tra la Serbia e l’Australia. Una delle grandi favorite di questo torneo sfida una squadra che nei gironi ha dimostrato di poter arrivare a picchi molto alti, ma anche di essere troppo discontinua. Jokic da una parte, Giddey dall’altra è il duello tutto da pregustare tra due possibili MVP del torneo.
Il primo quarto inizia in equilibrio, con le squadre che si scambiano canestri. Da un lato Giddey trascina i suoi, dall’altro Jokic è silenzioso regista. A spezzare il ritmo con il primo parziale della partita è Patty Mills, fondamentale con le sue triple per portare avanti l’Australia sul 17-31 dopo 10′.
Il secondo parziale di gioco riprende da un Patty Mills incontenibile, che spinge i suoi sul +22 con un parziale di squadra di 20-0. Pesic prova la contromossa con Milutinov e Jokic insieme, e la Serbia ricuce lo svantaggio fino al -11. Si risveglia anche un ottimo Marko Guduric e le squadre vanno negli spogliatoi sul 42-54 per i Boomers.
Alla ripresa del gioco, la Serbia completa l’incredibile rimonta. A spingere i suoi oltre l’ostacolo è Bogdan Bogdanovic, coadiuvato da un Avramovic decisivo su entrambi i lati del campo e ovviamente da Jokic. La squadra di Pesic si porta in vantaggio, ma l’Australia contiene i danni e a fine terzo quarto è sotto solo di 2 punti.
Nell’ultimo quarto, la Serbia non riesce a scappare definitivamente mentre Josh Giddey tiene in vita l’Australia a suon di canestri spettacolari. Dall’altro lato è Vasilije Micic a controllare il gioco, autore della sua migliore prova in queste Olimpiadi. Si arriva all’ultimo minuto con la Serbia sul +1 e palla all’Australia: Mills penetra e sbaglia, dall’altro lato Jokic alza la palla per Micic che subisce fallo. Il serbo fa 1/2 in lunetta, ma Mills segna un jumper incredibile contro Jokic e si va all’overtime.
Il supplementare è tutto di Nikola Jokic. La Serbia si trova nuovamente a un passo dal baratro sul -3, ma il tre volte MVP dell’NBA prende in mano i suoi e segna i canestri decisivi sul sorpasso. Una brutta palla persa finale di Giddey, seguita dai liberi segnati da Bogdanovic, mette la parola fine su una partita pazza e che diventa immediatamente un classico della storia FIBA. Risultato finale: 95-90.
Serbia
Plavsic ne
Petrusev 6.5: Pesic gli affida molti minuti per stare dietro alla versatilità dei Boomers in ala, lui risponde presente e colleziona anche la rubata decisiva nel finale.
Jovic ne
Bogdanovic 8: finalizzatore per eccellenza di questa squadra, sporca le sue percentuali da tre punti in una gara non perfetta ma in cui ha avuto momenti di dominio.
Marinkovic 5: la sua poca incisività dalla panchina concorre al bruttissimo inizio serbo, infatti poi non vede più il campo.
Dobric 7: è riapparso il giocatore che non si è visto in maglia Virtus. Sempre attento in difesa, un cecchino in attacco.
Jokic 8.5: sfiora la tripla doppia e chiude con 21 punti, 14 rimbalzi e 9 assist. Cifre che rappresentano molto bene una partita in cui gestisce la squadra dall’inizio alla fine. Sempre presente nei momenti più importanti, vince praticamente da solo il supplementare mostrando anche molta abnegazione in difesa.
Micic 7.5: ha riservato la versione migliore di se stesso per questa gara, in cui torna ad essere il giocatore MVP di Eurolega. Crea costantemente vantaggi e gioca tutto il finale di gara.
Guduric 7: fa un ottimo lavoro su Mills nel secondo tempo e in generale manda grandi segnali di risveglio anche in attacco, dopo alcune prestazioni non da lui.
Davidovac 5: sette minuti in campo e 0 in tutte le voci statistiche, ci si può fermare qui.
Avramovic 6.5: gioca una grande partita su entrambi i lati del campo, ma il suo voto viene sporcato dalla sceneggiata del primo tempo e dall’antisportivo commesso su Exum. Forse un po’ troppo nervoso.
Milutinov 6: Pesic lo utilizza per molti minuti in coppia con Jokic, mossa che funziona in difesa per fare densità.
Australia
Daniels 4.5: la sua grandissima olimpiade viene sporcata da una prestazione troppo negativa nella gara decisiva. Buono il lavoro in difesa su Bogdanovic, ma in attacco è disastroso.
Giddey 7.5: 25 punti e 7 palle perse raccontano bene tutte le sue luci e ombre. Il talento è lì tutto da vedere, ma alcune volte si intestardisce troppo nel cercare la soluzione individuale o stacca la spina. L’ultima, criminale rimessa gli insegnerà molto.
Mills 8: una prestazione che non si può raccontare, ma deve essere assaporata in tutto il suo splendore. Essenza pura di pallacanestro, il jumper allo scadere del quarto quarto contro Jokic è l’ultima pennellata del suo capolavoro.
Green ne
Ingles ne
Dellavedova 5.5: porta in campo la sua leadership e un po’ di intensità difensiva, ma il suo impatto ormai non si può più spingere oltre.
Exum 7: la sua gara è l’ennesima prova della maturità acquisita in questi anni. Non riesce a colpire dall’arco, ma gestisce bene l’attacco e crea vantaggi per sé e per i compagni.
Landale 5.5: protagonista assoluto per la sua squadra fino ad oggi, contro Jokic fatica molto per via dei falli e viene in parte estromesso dalla partita. Lo spirito combattivo comunque c’è sempre, e non si può non apprezzare.
Kay 5: pochi minuti in campo e non particolarmente incisivi, Goorjian gli preferisce altre opzioni più versatili.
McVeigh 7: gara di ottima personalità, non ha paura di prendersi tutti i tiri che deve e il suo coraggio lo premia. Chiude con 13 punti e 3/5 dall’arco.
Magnay 6: per via dei falli di Landale si trova a dover dare battaglia a Jokic. Compito non facile e solo parzialmente riuscito, ma non si è tirato indietro.
Reath 6.5: il suo atletismo è molto importante nell’ultima parte di gara, fornendo anche un paio di soluzioni in post ai suoi.
