Passiamo all’attualità di Euroleague: si parla molto di Dubai, Final 4 fuori dal territorio europeo… Pensa che possa essere realmente un miglioramento per l’organizzazione? A livello economico e sportivo, cosa potrebbe portare?
Il livello della pallacanestro è costantemente più professionale: è molto importante per la sostenibilità e la continuità della competizione sportiva perdere nuove strade. Dubai è una di queste opzioni, non solo a livello cestistico. Se si riuscirà a organizzare logisticamente sicuramente il livello sportivo ne beneficerà!
Allenando in Euroleague, la difficoltà non risiede solamente a livello di X&O’s. Un coach deve armonizzare col mondo degli agenti, il management, l’organizzazione. Come fa un allenatore a convivere con così tanta pressione?
A livello personale, è una pressione che io stesso pongo sulle mie spalle. Come allenatore devi mantenere rapporti con la stampa, i social media, i tifosi… La cosa più importante è mantenere un equilibrio individuale: bisogna avere le idee chiare sui propri criteri che si credono fondamentali per portare la squadra alla vittoria! Non bisogna essere in balia del giudizio dall’esterno ma mantenere il timone dritto.
Se potesse nominare 5 giocatori da lei allenati che sono migliorati di più sotto di lei, quali sarebbero? A prescindere dal livello di partenza e di arrivo, chi sente di aver migliorato di più?
Facciamo così: dirò i 5 migliori e i 5 più migliorati. Ho allenato Spanoulis: non posso dire di aver migliorato così tanto Vassilis, si è trattato solamente di dargli fiducia. Al PAOK ho allenato Stojakovic… No, non posso dirne solo 5: al CSKA ho allenato Khryapa, Kirilenko, Shved, come allenatore della Grecia ho allenato Papaloukas e Diamantidis… Solo 5 sarebbero pochi: Printezis, Deni Avdija, Yovel Zoosman, Papapetrou e Agravanis all’Olympiakos. Ho sempre amato lavorare con giocatori giovani. Un altro esempio è Nikos Pappas: capite che in questi anni ho allenato giocatori che sono cresciuti non tanto grazie a me ma grazie al talento che possedevano e alla disposizione al sacrificio e al duro lavoro! Da parte mia hanno ricevuto solo la possibilità di giocare! Ho allenato anche leggende che erano già tali: sono così tanti che ne ho dimenticato qualcuno che meriterebbe di stare in cime alle classifiche! Per dire: stavo tenendo fuori Scottie Wilbekin e Omri Casspi! Se inizio a pensarci seriamente, possiamo andare avanti per giorni: Amar’e Stoudemire, come dimenticarlo!





