Una spinta economica senza precedenti per alzare finalmente l’asticella delle ambizioni. Come riportato da Giuseppe Sciascia per La Prealpina, la Pallacanestro Varese si prepara a un maxi-aumento di capitale da 4,5 milioni di euro, cifra più che doppia rispetto al tesoretto che sarebbe dovuto arrivare dal “promesso” ma mai concretizzato contributo Pelligrà. L’obiettivo è chiaro: portare OJM stabilmente in zona playoff e in Europa, cavalcando anche l’imminente arrivo di NBA Europe. Questo il recap effettuato in mattinata dal quotidiano lombardo.
Il nuovo flusso di denaro sarà garantito da un pool di investitori stranieri, pronti a entrare nella struttura societaria e a sostenere il progetto industriale e sportivo disegnato da general manager e dirigenti. A questi si affiancheranno i soci già presenti – come i membri di VSE, l’azionista di riferimento Paolo Perego e il contenitore PV Ignis guidato da Stefano Bonfiglio – che possiedono oggi l’11,3% delle quote. Il messaggio è semplice: Varese deve crescere oltre il suo confine locale, adeguandosi alle logiche economiche moderne. E per farlo servono capitali veri.
I fondi già sottoscritti verranno formalizzati in assemblea la prossima settimana. Una parte degli investimenti è già stata utilizzata per potenziare la squadra, con gli arrivi di Iroegbu e Stewart per raggiungere il 6+6. Accanto alle esigenze sportive, una quota rilevante verrà dedicata agli asset extrabasket, in particolare per il Campus e l’ampliamento delle strutture per le attività giovanili. La logica è di costruire un club sostenibile, capace di generare ricavi anche fuori dal parquet.
Tra i motivi che attirano i nuovi investitori c’è il fascino di un progetto internazionale. L’NBA Europe è più che un sogno, ma rappresenta una prospettiva strategica ambiziosa per chi crede nel modello scelto da Varese e da Luis Scola.
L’operazione nasce anche per evitare errori del passato. Dopo le difficoltà economiche seguite al periodo Covid, Varese ha scelto un modello più solido: i capitali non dovranno più essere “donazioni”, ma investimenti con ritorno economico. La visione è chiara:
una Varese sempre più internazionale, moderna, e finalmente competitiva anche fuori dal campo.
