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Openjobmetis Varese, sospesa tra sogno e realtà

La perifrasi della immortale canzone di Luciano Ligabue (“tra palco e realtà”) ci aiuta a fotografare l’attuale status della Openjobmetis Varese.

La realtà è quella di un inizio di campionato difficilissimo. Il record 2-7 e il penultimo posto ci restituisce il quadro di una squadra in difficoltà, tra infortuni, alti, bassi, vittorie (poche) e sconfitte (tante). Una classifica che, a quasi un terzo della stagione, vede il club biancorosso ancora una volta piantato nei bassifondi.

E il sogno? Il sogno (molto più di un sogno, stando ai rumors apparsi sulla stampa locale) racconta di una società inversamente proporzionale al valore della squadra vista sul campo. Sviluppo del settore giovanile, investimenti sulle strutture, un pubblico sempre affezionato. E un imminente rafforzamento della compagine societaria stessa, per “svoltare” verso mari meno burrascosi e più ambiziosi. A partire dalla prima squadra. Un’operazione molto ambiziosa che sarebbe curata in prima persona dal ceo Luis Scola.

Campionato di up&down (più down che up)

Incomincia la storia di 9 partite sulle montagne russe. La Openjobmetis parte sbancando Sassari. Sospiro di sollievo dei tifosi dopo un pre campionato disastroso. Neanche il tempo di respirare e arrivano due autentiche Caporetto contro Milano e Reggio Emilia. La squadra fatica, arranca, ma si rianima in casa contro Trento e al Taliercio contro Venezia. Colpaccio sfiorato alla Itelyum Arena contro la Virtus e solo la sfortuna nega il successo sul campo della Bertram Tortona. “Il nostro campionato inizia contro Cantù” afferma il presidente Toto Bulgheroni. Detto, fatto. Il pandemonio di Masnago spinge letteralmente Librizzi e compagni, che interrompono l’emorragia di 7 sconfitte consecutive e colgono lo scalpo più prezioso, quello più sentito, quello dei cugini dell’Acqua S. Bernardo. E’ la svolta? Neanche per sogno. Perché l’APU Udine gela l’entusiasmo biancorosso. La Old Wild West gioca una partita ordinata. Vertemati si traveste nel maestro Anatolij Karpov e dà scacco matto a Kastritis. La Openjobmetis si incarta in un agghiacciante 3/30 da 3 che consegna agli ospiti la meritata vittoria. Morale, l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare, per citare Gino Bartali.

Conferme e ribaltoni

Che per l’ennesima volta la squadra confezionata sul mercato estivo avesse più di un problema era chiaro a tutti. Fin dalla pre season. E allora via alle porte girevoli del Grand Hotel Masnago. Stefan Moody viene accompagnato alla porta (notizia freschissima), mentre arriva Ike Iroegbu, che sin da subito appare come il genietto della lampada. Il playmaker ex Treviso e Valencia crea per sé e per gli altri e, in 5 partite, confeziona cifre da top player (19.8 punti e 5 assist con il 61% da 2). Nel frattempo la Openjobmetis passa dal 5+5 al 6+6, quindi c’è spazio ancora per (almeno) un nuovo giocatore al posto di Moody. E non è tutto. Perché mentre la barca balla tra le onde tempestose il front office decide di rinnovare il contratto del nocchiero Ioannis Kastritis. Addirittura con un triennale. Una fiducia cieca e assoluta nelle capacità e nelle compatibilità dell’allenatore ex Aris Salonicco. A cui di certo saranno fischiate le orecchie dopo essere stato incartato dall’artigiano Adriano Vertemati.

Una cosa è certa. Sotto il Sacro Monte non ci si annoia mai.

Enrico Salomi
Enrico Salomi
Ricercatore e comunicatore. Appassionato di tutti gli sport, basket in particolare, collaboro con Backdoor Podcast e Malpensa24. Guardo il mondo dall'oblò del giornalismo dal 1989.

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