La nuova battuta d’arresto contro Venezia conferma un nervo scoperto ormai evidente: la Pallacanestro Cantù non riesce a sbloccarsi lontano da Desio. Da ottobre la squadra non ha ancora ottenuto una vittoria esterna e la sconfitta al Taliercio, pur non peggiorando drasticamente la classifica, riaccende il dibattito su limiti, progressi e margini di crescita del gruppo. Questa l’analisi condotta da La Provincia.
Il ko di Venezia arriva però in un contesto leggermente più incoraggiante rispetto ad altre uscite stagionali. Pur restando un passo indietro nei momenti chiave e accusando qualche blackout, Cantù ha mostrato segnali di risveglio, soprattutto da parte di alcune individualità. Sneed, schierato in un ruolo più simile a quello visto ai tempi di Brindisi, ha offerto una prestazione ottima, mentre Bortolani è stato tra i più convincenti della serata, segnando un piccolo passo avanti significativo.
Basile, al contrario, non incide: la squadra non può permettersi una forbice così ampia tra il disastroso impatto iniziale e l’eccellente ultimo quarto offerto proprio a Venezia. L’oscillazione continua delle sue prestazioni è uno dei nodi da sciogliere per garantire stabilità alla squadra.
Nonostante alcuni spiragli, il dato resta impietoso: cinque trasferte, zero vittorie. Non sono arrivati successi nemmeno nei match più alla portata, mentre contro avversarie di livello superiore la forbice si è spesso allargata nei momenti decisivi.
Ora serve uno scatto
La prossima sfida contro Treviso assume dunque un valore capitale. Vincere fuori casa, anche solo una volta, potrebbe essere la scintilla per far ripartire Cantù, che arriva da tre ko consecutivi. La classifica è corta, i margini per rientrare ci sono, ma serve un cambio di passo immediato.
L’ambiente resta fiducioso, ma il tempo delle attenuanti sta scadendo. Per i brianzoli, Treviso potrebbe diventare la partita che segna la svolta o che, al contrario, impone una riflessione più profonda.





