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Il futuro di Trieste tra smentite, silenzi e un rebus societario ancora aperto

Smentite, silenzi e interlocuzioni in corso. Il futuro della Pallacanestro Trieste continua a muoversi in un territorio nebuloso, dove le voci si accumulano e le certezze scarseggiano. E mentre il dossier resta aperto, anche le altre piazze coinvolte nel possibile rebus cestistico nazionale sembrano fare un passo indietro rispetto alle ipotesi circulate nelle scorse settimane, come riporta Citysport.

Al centro di tutto rimane Paul Matiasic, figura chiave del movimento cestistico italiano. Il 30 maggio, quasi in sordina, l’ufficio stampa del suo avvocato americano ha diffuso un comunicato sugli “eventuali ulteriori aggiornamenti o comunicazioni”, alimentando speculazioni senza però offrire risposte concrete.

Le smentite da Brescia e Torino

Sul fronte della Germani Brescia, l’ipotesi che la Leonessa potesse cedere il proprio titolo sportivo a Matiasic sembra definitivamente tramontata: le ultime notizie dal club bresciano classificano quella voce come infondata, e il patron Mauro Ferrari appare intenzionato a non disimpegnarsi dalla società.

Anche da Torino arriva una smentita. L’idea che il club gialloblù, militante in A2, potesse privarsi del proprio titolo sportivo per trasferirlo a Trieste è stata respinta ufficialmente. La società ha però aperto uno spiraglio su un altro scenario:

“Sono in corso interlocuzioni finalizzate a garantire la continuità sportiva.”

Una formula che, secondo quanto emerge, lascerebbe intendere un possibile cambio di gestione interno: l’attuale numero uno David Avino potrebbe farsi da parte, cedendo le redini a un nuovo gruppo, con la Reale Mutua che resterebbe comunque nella seconda serie nazionale.

Trieste: il silenzio di Gianluca Mauro

In questo scenario fatto di dichiarazioni ufficiali e retromarce, l’unico soggetto che rimane davvero al centro della vicenda è Gianluca Mauro, il quale sceglie la strada del silenzio assoluto, trincerandosi dietro un netto “no comment”.

Nel frattempo, i tempi tecnici della stagione impongono una finestra d’attesa: prima di domenica 21 giugno — data di una possibile gara-5 tra Olimpia e Reyer — non potrà esserci alcuna conclusione definitiva dei playoff scudetto, e con essa nessuna accelerazione sul fronte societario.

A margine di tutto questo, le parole pronunciate da coach Matteo Cotelli al termine di gara-4 contro Milano sembrano quasi un commento involontario sulla situazione generale:

“Stiamo lavorando per trovare i giocatori necessari a sostituire quelli che partiranno, si è chiuso un ciclo per alcuni, ma ci faremo trovare pronti.”

Un ciclo che si chiude, una ripartenza da costruire. Ma forse a qualcuno, tutto ciò non interessa realmente.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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