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Home EuroLeague

Partizan – Olimpia, quanto lavoro da fare: il gameplan

Stefano by Stefano
26 Set 2026
in EuroLeague, GamePlan, Olimpia Milano
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Olimpia MIlano

Darius Thompson Ciamillo-Castoria

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L’Olimpia Milano si rituffa in Eurolega, dopo la pausa estiva, ma l’esordio è da dimenticare. In casa del Partizan, gli uomini di Poeta rimangono in partita per 35′, ma crollano nel finale, subendo un passivo pesante. Finisce 92-76. Torna il nostro gameplan per analizzare alcuni aspetti della sfida.

Quanto lavoro da fare pt. 1

La partita ha messo in mostra alcune difficoltà difensive di Milano, sia a livello di scelte, sia a livello di esecuzione. Partendo dal primo caso, l’Olimpia ha subito troppi canestri provando a eseguire uno stunt sul pick and roll, con l’idea essere aggressiva con l’uomo del tiratore battezzato. Questo ha permesso agli esterni del Partizan di prendere ritmo e rendere più arduo il compito degli uomini di Poeta.

Come di consueto, abbiamo isolato alcuni clip su questa difficoltà della difesa milanese:

  • Nella prima clip Pajola gioca un pick and roll in transizione andando a destra. Hall passa sotto, Hayes costringe Davon a dover rimanere con lui perché Wright è troppo passivo. La palla arriva a Tanaskovic, il quale gioca un pick and roll laterale con Jones. La PG americana si accorge del ritardo di Hall e riapre immediatamente in punta. Cole, come da ordini di scuderia, prova lo stunt, ma Hayes lo porta via, lasciando un tiro comodissimo a Jones.
  • Seconda clip in cui si parte per uno zipper pick and roll per Vildoza. Milano fa edge per non dare la destra, ma Bolmaro è pigro sul blocco e si fa portare via Jekiri. Booker è troppo lontano e non può dare fastidio, mentre Thompson ancora una volta prova lo stunt. Vildoza legge la catena di errori e regala una tripla aperta a Pajola, il quale non prende il tiro e premia la corsa del compagno. Booker e Bolmaro rimangono fermi e Burnell dal lato debole è costretto a spendere il fallo.
  • Terza clip dove si gioca un pick and roll laterale per Vildoza ad angolo vuoto. Milano reagisce con la difesa di ICE, ma sul passaggio per Jekiri, Thompson prova di nuovo lo stunt, bucando l’anticipo e regalando un tiro aperto a Pajola.
  • Quarta clip con un pick and roll in transizione del Partizan di Vildoza. La squadra serba svuota l’angolo e alza il livello del blocco per sfruttare il primo passo del play argentino. Booker è troppo distante, Thompson è troppo passivo sul blocco e, di conseguenza, lo stunt di Burnell è in ritardo. Altro canestro preso nella medesima situazione.

Quattro clip che dimostrano che Milano aveva, almeno in parte, chiara la scelta da fare sul pick and roll, ma tra una cattiva esecuzione e una certa pigrizia nel passare sui blocchi, ha finito per regalare diversi tiri aperti agli avversari.

Quanto lavoro da fare pt. 2

Se la difesa non è andata benissimo, l’attacco non ha di certo brillato, a partire dall’efficacia del pick and roll. La partita ha mostrato una certa difficoltà della compagine milanese nel costruire set offensivi, basati sui giochi a due, che potessero dare ritmo all’attacco. Quasi tutti gli handler milanesi hanno mostrato grosse difficoltà, trovando fortuna solo nelle iniziative personali, insostenibili sul lungo periodo.

Partendo dai numeri, l’Olimpia ha prodotto uno scarno 0,871 ppp, con il solo Marko Guduric realmente efficace, come dimostrano i suoi 1,2 ppp. Anche in questo caso abbiamo isolato alcune clip esemplificative delle difficoltà milanesi:

  • Prima clip dove si gioca un pick and roll laterale per Thompson. Booker fa slip (finta il blocco e anticipa la rollata), ma il play milanese non ha preso nessun vantaggio e Vildoza non ha nessun problema a ruotare e togliere la linea di passaggio al rollante.
  • Seconda clip dove si parte con un pick and roll di Bolmaro, che si trova marcato da Tanaskovic. Thompson bilancia per lasciargli la corsia di penetrazione e mettere Guduric in angolo. Il giocatore argentino parte, ma il lungo serbo reagisce bene e Vildoza arriva in aiuto togliendo la corsia di penetrazione. Chiude il palleggio ed è costretto a un brutto passaggio per Booker, il quale non ha ritmo ed è costretto a un tiro molto difficile.
  • Nella terza clip si vede la grossa difficoltà di Cole in questa partita: in difficoltà sulla pressione di Allman, rimane troppo schiacciato verso il centro del campo. Milano prova ad aiutarlo con una partenza con tre uomini sulla riga di fondo, in modo da togliere gli aiuti sulla palla. L’intesa con Ricci è pessima. Il blocco non porta vantaggi, così come il pop per il giocatore italiano. A 5” dallo scadere Milano non ha costruito nulla e finisce con un tiro impossibile.
  • Nella quarta clip possiamo notare come anche le sponde, in questo momento, siano fuori fase rispetto agli handler. Guduric su un lato prende il blocco di Wright, che non porta niente. Così come il blocco di Hall per Peters. A 8” dalla fine Thompson è fermo con la palla a diversi metri dal canestro. Costretto a una soluzione individuale, viene fuori un pessimo tiro.

Le clip in questione mostrano come Milano, al momento, debba costruire la sua intesa sul pick and roll. Come debba lavorare su quello che in gergo si definisce girare l’angolo e sulla collaborazione delle sponde e degli uomini di lato debole.

Cambio, non cambio, ma come cambio?

Il finale di partita ha visto il Partizan scavare il solco decisivo grazie a una prova di Jones e alla sua capacità di punire i cambi difensivi di Milano. Questa partita ha già posto sul tavolo un aspetto che l’Olimpia dovrà gestire a livello difensivo, ossia come proteggere Alec Peters. Il giocatore americano, se esposto a ripetuti 1 vs 1 contro esterni molto rapidi come Carlik Jones, può andare in grossa difficoltà. Ipotizzando che sarà un elemento che dovrà disputare tanti minuti in campo, lo staff dovrà necessariamente trovare una soluzione.

Ma come si è arrivati a cambiare? Possibile che lo staff non se ne sia accorto? Diciamo che, citando un noto telecronista italiano, è un filo più complessa di così. Il Partizan ha volontariamente rallentato le sue azioni per portare l’attacco sotto i 10” e lucrando sulla scelta, molto diffusa tra le squadre, di cambiare sempre quando il cronometro dei ventiquattro si avvicina allo zero. In questo aspetto, le scelte di Jones sono state perfette e hanno fatto a fette la difesa di Milano.

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Tags: Euroleague 2026/2027GamePlanOlimpia MilanoPartizan BelgradoPartizan Belgrado - Olimpia Milano
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