La Off Season NBA continua a viaggiare spedita a meno di un mese dall’inizio della regular season. L’ultima grande novità riguarda Steph Curry, che non lascerà Golden State. Il fuoriclasse dei Warriors ha messo nero su bianco un prolungamento biennale del valore di 116 milioni di dollari, con un’opzione a favore del giocatore per la stagione 2028-29. Un accordo che potrebbe legarlo alla franchigia californiana fino alla ventesima stagione in maglia Warriors.
L’aspetto più significativo dell’intesa riguarda la rinuncia economica da parte di Curry: il playmaker ha infatti accettato circa 20 milioni di dollari in meno rispetto al massimo contrattuale che avrebbe potuto ottenere. Una scelta consapevole, pensata per garantire alla dirigenza di Golden State un margine di manovra più ampio sotto il profilo salariale nella prossima offseason.
Le opzioni sul tavolo durante la trattativa
Stando a quanto riportato da ESPN, la franchigia aveva sottoposto a Curry diverse possibilità nel corso delle negoziazioni: firmare per il massimo salariale, accettare una cifra inferiore per agevolare il rafforzamento del roster, oppure rimandare tutto a fine stagione o all’estate successiva. Alla fine, entrambe le parti hanno optato per una soluzione che offre stabilità e certezze reciproche.
Con questo rinnovo, Curry si assicura la permanenza a Golden State almeno per la diciannovesima stagione della sua carriera, mentre l’opzione giocatore lascia aperta la porta a un possibile ventesimo anno. Il numero 30 si prepara intanto ad affrontare la sua diciottesima annata con la stessa maglia, confermando la volontà più volte espressa di chiudere la carriera NBA esclusivamente con i Warriors.
Per Golden State si tratta di una mossa strategica fondamentale: trattenere la propria stella con un contratto sostenibile apre scenari interessanti in vista del mercato estivo, quando la dirigenza potrà disporre di risorse aggiuntive per costruire un roster competitivo attorno a Curry.




