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Home EuroLeague

Peppe Poeta e la nuova Olimpia Milano: l’ambizione senza maschere

Stefano Sanaldi by Stefano Sanaldi
22 Lug 2026
in EuroLeague, Olimpia Milano
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Poeta

Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

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Peppe Poeta si è raccontato a Il Foglio in un’intervista che restituisce un ritratto nitido dell’uomo e del tecnico chiamato a guidare l’Olimpia Milano in questo nuovo ciclo. Il filo conduttore è il rapporto con la vittoria: non un’ossessione, ma il risultato naturale di un percorso fatto bene:

“Io non sono ossessionato dal vincere. Le vittorie sono importanti, sono la ciliegina sulla torta, ma quello che conta davvero è godersi il viaggio.”

Una visione che Poeta collega direttamente alla sua esperienza da giocatore: una carriera senza bacheca piena, con una sola Coppa Italia vinta a Torino, ma senza rimpianti. Perché ogni giornata vissuta sul parquet aveva un valore in sé.

Il discorso cambia quando si entra nel territorio dei grandi club. A Milano, spiega Poeta, vincere non è una gioia ma un sollievo. La pressione esiste, è reale, ma Poeta la inquadra come un privilegio: indossare la maglia dell’Armani significa essere quasi sempre favoriti, e giocare da favoriti ha un peso specifico diverso.

Poeta: determinazione, maestri e identità di allenatore

C’è una frase che Poeta porta con sé come bussola: “The will must be stronger than the skill”. La traduzione è anche una confessione: non si è mai considerato un talento fuori dal comune, ma ha sempre creduto che la fame e la determinazione possano avere la meglio sul talento puro, quando quest’ultimo non è accompagnato dalla stessa intensità.

Il passaggio alla panchina non era un destino scontato. Mentre si avvicinava il ritiro, Poeta aveva in mente strade diverse. Poi sono arrivati gli incontri che hanno cambiato la direzione:

“Messina mi ha trasmesso una metodologia e un livello di autoesigenza altissimo. Pozzecco mi ha dato fiducia e mi ha fatto capire che potevo farcela.”

Una formazione costruita ascoltando, assorbendo, prendendo appunti. “La mia fortuna più grande è stata incontrare tanti grandi allenatori”, dice. E aggiunge che recepiva ogni insegnamento come fosse il Vangelo.

Oggi che tocca a lui, la sua idea di allenatore è sintetica e concreta: saper cucire il vestito migliore sui giocatori che si hanno a disposizione. Un principio che vale ancora di più per una squadra rinnovata, che deve trovare in fretta un’identità collettiva.

L’obiettivo europeo e il manifesto personale

Sul fronte Eurolega, nessun proclama. Poeta indica una direzione senza gonfiare le aspettative: entrare tra le prime dieci squadre del torneo. Un traguardo dichiarato con lucidità, consapevole che la competizione europea non lascia margini di errore.

“L’obiettivo in Europa sarà entrare nei primi dieci. Sappiamo che sarà difficile.”

Il resto è una questione di metodo e di carattere. Poeta rivendica una normalità senza filtri — il calcio, il tennis, la pallavolo, la musica italiana, il karaoke — e una regola che vale sia dentro che fuori dal campo: non indossare mai la maschera. Ambizione senza ossessione, pressione vissuta come privilegio, autenticità come punto di partenza. Milano riparte da qui.

Tags: EuroLeagueOlimpia MilanoPeppe Poeta
Stefano Sanaldi

Stefano Sanaldi

Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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