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Home Lega Basket

Poeta dopo lo scudetto: “Vincere in panchina è enorme sollievo”

giacomo.brogi by giacomo.brogi
21 Giu 2026
in Lega Basket, Olimpia Milano
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Poeta

Foto AlessiaDoniselli / Ciamillo-Castoria

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L’annata dell’Olimpia Milano si è conclusa con una memorabile e inedita tripletta per l’era Armani: Scudetto, Supercoppa e Coppa Italia. A guidare questa corazzata verso il successo è stato Peppe Poeta, tecnico quarantunenne subentrato in corsa nel mese di novembre ad Ettore Messina. Nonostante le perplessità iniziali di chi lo reputava una figura troppo “morbida” e vicina ai cestisti, il suo stile di conduzione si è rivelato vincente.

«Sapevo che usare il pugno di ferro mi avrebbe forse garantito vantaggi immediati, ma ho preferito restare me stesso perché fingere non mi appartiene», ha confessato l’allenatore campano in un’intervista a Domani.

Poeta ha poi evidenziato la differenza emotiva dei suoi ruoli:

“Trionfare sul parquet da atleta regala una gioia indescrivibile, farlo dalla panchina rappresenta prima di tutto una grande liberazione, poiché le responsabilità delle sconfitte pesano sul tecnico, mentre la gloria delle vittorie spetta giustamente ai giocatori”.

L’ex playmaker ha deciso di interpretare il suo incarico fuggendo dalle luci della ribalta, ammettendo candidamente di sentirsi a proprio agio quando la visibilità è ridotta ai minimi termini. Un atteggiamento pacato che gli ha permesso di bilanciare la feroce aspettativa di una piazza così blasonata.

“Guidare un top team porta con sé un naturale obbligo di vittoria, una dinamica equiparabile alle pressioni che si vivono al Real Madrid o al Barcellona, ma io l’ho sempre vissuto come un enorme privilegio. Durante i mesi più delicati, si è rivelato decisivo il sostegno della dirigenza: il presidente Leo Dell’Orco e tutto lo staff mi hanno affiancato costantemente, trasmettendomi lezioni di grande umanità”.

In un’annata maratona da ottantadue incontri ufficiali, il gruppo è riuscito a compattarsi proprio nei frangenti più ostici. In maniera quasi controintuitiva, le amarezze europee hanno temprato lo spogliatoio, fornendo la spinta decisiva per il dominio in campo nazionale.

“È un tipo di logorio mentale e fisico che condivido spesso al telefono con colleghi del mondo del calcio, in particolare con Simone Inzaghi. CI SIAMO scambiati spesso opinioni e incoraggiamenti su come gestire calendari così fitti”.

Dietro la serenità del tecnico ci sono radici salde, piantate a Battipaglia grazie all’educazione dei genitori, e una formazione sportiva di altissimo livello.

“grande importanza per me ha avuto Andrea Capobianco, che mi ha plasmato fin da ragazzino a Salerno. da allenatore ho sempre cercato di “rubare” i segreti del mestiere dai giganti della panchina incrociati in carriera, da Scariolo a Pianigiani, fino a Messina e Larry Brown.”

Lo sguardo al basket d’oltreoceano lo porta anche a gioire per Riccardo Fois, approdato come assistente ai New York Knicks e vincitore del titolo NBA.

“è un traguardo  meritatissimo per lui. riccardo è un super professionista che ha fatto tanta gavetta”.

Ora l’attenzione si sposta sul mercato estivo, un cantiere che si preannuncia complesso e che vedrà partire tante pedine importanti come Armoni Brooks, Josh Nebo, Zach LeDay, Quinn Ellis e Nico Mannion. Pur definendo le attuali trattative quasi fuori controllo, Poeta si dice estremamente ottimista, forte di uno zoccolo duro di atleti già confermati, tra cui Leandro Bolmaro e Marko Guduric. Prima di rimettersi al tavolo per la nuova stagione, però, c’è finalmente spazio per il meritato riposo.

“adesso avrò un meeting di eurolega ad atene e poi relax. da anni vado in vacanza a formentera, per staccare la spina insieme alla mia famiglia e agli amici di sempre”.

Tags: Lega Basket Serie AOlimpia MilanoPeppe PoetaScudetto
giacomo.brogi

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