HomeLega BasketPoeta dopo il triplete: "In EuroLeague saremo underdog"

Poeta dopo il triplete: “In EuroLeague saremo underdog”

Tre trofei in una stagione, un allenatore alla sua prima esperienza da capo allenatore su una panchina di primo piano, e già la testa proiettata a quello che verrà. Peppe Poeta ha parlato a lungo del presente e del futuro dell’Olimpia Milano al Media Day biancorosso, tracciando una linea chiara su come il club intende muoversi nel mercato e in Europa. Ecco le parole di “Coa h P” riportate da Sportando.

Una EuroLeague da underdog, un mercato da costruire con fame

Il punto di partenza è la consapevolezza: la squadra che scenderà in campo la prossima stagione sarà diversa da quella che ha completato il triplete. Il mercato europeo non lascia margini di ingenuità:

«Il mercato di EuroLeague è veramente super competitivo. Nei piani c’è la direttiva di confermare tanti di questi giocatori. Non ci riusciremo con tanti di loro, con altri vediamo se riusciremo.»

La posizione di partenza per la nuova EuroLeague è già definita: Milano si presenterà come underdog. Non è una resa, ma una lettura onesta di un contesto in cui altri club stanno investendo cifre enormi, sostenuti da fondi e proprietà con risorse fuori scala. La risposta di Poeta è un’altra filosofia: costruire qualcosa di solido, con un’identità riconoscibile e un senso di appartenenza che cresca nel tempo. I profili cercati sul mercato rispecchiano questa visione: giocatori affamati, con qualcosa da dimostrare, lontani dai nomi già affermati a cui il club era abituato.

Poeta: “Un anno duro, vinto con compattezza e difesa”

Poeta non ha nascosto quanto sia stata impegnativa questa stagione, sia fisicamente che mentalmente. Le difficoltà non sono mancate, ma il gruppo ha saputo stringersi nei momenti decisivi, in particolare prima della Coppa Italia e all’ingresso nei playoff. È questo, più di qualsiasi trofeo, ciò di cui il tecnico va più fiero.

Uno dei fattori chiave della rimonta stagionale è stato il salto difensivo compiuto dopo l’eliminazione da EuroLeague: tre settimane di lavoro intenso in palestra, con un approccio semplificato ma basato su pressione e intensità. Il merito, secondo Poeta, va interamente ai giocatori, a partire dai veterani come Dunston e Shields, i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene ogni giorno:

«Sono arrivato in un momento molto delicato, però da subito la percezione è stata che società e squadra mi hanno dato fiducia dal momento uno. Non era per nulla scontato: sono un allenatore rookie su una panchina così importante.»

La vittoria dello Scudetto al Taliercio è arrivata con un’emozione particolare: più sollievo che euforia, almeno nell’immediato. Il giorno dopo, però, la consapevolezza di ciò che era stato costruito si è fatta sentire in pieno. Poeta ha ricordato anche il debito di riconoscenza verso Ettore Messina, che lo ha formato per due anni come assistente prima di affidargli la guida tecnica della squadra.

C’è spazio anche per un rimpianto: Armoni Brooks non resterà, e il club ha fatto tutto il possibile per trattenerlo. E per una polemica chiarita: il tecnico fischiato in Gara 4 non era una reazione impulsiva, ma la protesta per un terzo fallo assegnato a Brooks in un momento cruciale, che avrebbe costretto Poeta a toglierlo dal campo.

Il bilancio finale è quello di un uomo che si considera tra i più fortunati al mondo, che allena da ventiquattro mesi e ha già vinto Coppa Italia e Scudetto a Milano. Il sogno per la prossima stagione è semplice: ripetere. Sapendo che sarà ancora più difficile.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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